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L'inclusione della persona con disabilità uditiva

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22 soggettiva. I primi non richiedono la partecipazione del paziente, in quanto forniscono dati relativi alla soglia dell’udito. I secondi, invece, vengono chiamati anche test audiometrici comportamentali, infatti valutano la soglia uditiva in base alla risposta del paziente agli stimoli acustici, dunque richiedono che il soggetto collabori. Per questo vengono effettuati sui bambini dopo i sei mesi di vita, in quanto prima non sarebbero considerati sufficientemente affidabili. I risultati dei test oggettivi e soggettivi vanno sempre confrontati, per procedere a una diagnosi più chiara e precisa. 3) Diagnosi medica. È l’ultimo step, in cui il medico definisce la diagnosi e l’eziologia del disturbo, valutando nel contempo la presenza di eventuali altre patologie concomitanti. Questa fase è molto importante perché conoscere la tipologia di disturbo e la sua probabile causa può condurre nella scelta di un percorso riabilitativo più valido ed efficace. L’iter riabilitativo prevede la conferma della diagnosi tra i tre e i sei mesi. In questa fase si procede a una prima protesizzazione. Se questa tempistica viene rispettata, sarà possibile procedere a una valutazione dell’andamento della riabilitazione entro gli 8-12 mesi di vita. Ogni visita deve testare il corretto funzionamento dell’apparecchio e l’andamento dell’ipoacusia, ripetendo periodicamente i test. Entro i 18 mesi di vita del bambino l’audiologo valuta ed eventualmente decide di effettuare l’impianto cocleare. I due principali metodi di intervento in caso si riscontri la presenza di un deficit uditivo sono le protesi acustiche e l’impianto cocleare 20 . Le protesi acustiche sono nate come dei semplici amplificatori di suoni, ma grazie allo sviluppo tecnologico sono diventate dei “processatori” di segnali a bassa frequenza, che permettono di amplificare gli stimoli uditivi, facilitando la funzionalità cocleare residua. Le componenti di una protesi acustica sono sostanzialmente: il microfono (che riceve le onde sonore e le trasforma in segnale elettrico), un circuito di amplificazione ed elaborazione e un ricevitore, che serve per convertire nuovamente il segnale elettrico in suono. 20 Ibi, pp. 1527-38.
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L'inclusione della persona con disabilità uditiva

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Informazioni tesi

  Autore: Erika Crozzoletto
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2018-19
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Consulenze pedagogiche per la disabilità e la marginalità
  Relatore: Marisa Musaio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 135

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