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Livio e i mores della fondazione

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14 2. Parole per descrivere la fondazione: condere, mores È plausibile affermare che il titolo con il quale l’opera fu conosciuta, Ab urbe condita libri, letteralmente “Libri dalla fondazione di Roma”, risalga direttamente all’autore, che d’altra parte utilizza un’analoga espressione quando dichiara: Quae ab condita urbe Roma ad captam urbem eandem Romani sub regibus primum, consulibus deinde ac dictatoribus decemuirisque ac tribunis consularibus gessere, foris bella, domi seditiones, quinque libris exposui, (VI, 1, 1) In apertura del VI libro si trova una seconda prefazione all’opera, all’interno della quale l’autore utilizza l’espressione ab condita urbe Roma, per indicare il punto iniziale della sua opera, il momento cronologicamente più antico della storia di Roma. Occorre a questo punto soffermarsi sul significato dell’espressione liviana, soprattutto sul senso profondo dei termini utilizzati per formare questa espressione. Un’analisi accurata e attenta sui termini scelti dall’autore per indicare il campo di indagine, il punto di partenza della storia di Roma, ci permette di avvicinarci nel modo più appropriato all’opera. Credo, infatti, che ci permetta di penetrare, sempre nei limiti del possibile, nel modo liviano di porsi rispetto alla materia da narrare, specialmente quella più antica, pre-monarchica, monarchica e repubblicana, oggetto dei primi cinque libri, che non a caso vanno considerati come un blocco unitario; prova ne è il fatto che l’autore sentirà poi il bisogno di riprendere la sua narrazione nel VI libro con una seconda e nuova prefazione. Torniamo dunque all’espressione liviana ab condita urbe Roma. Il sintagma, introdotto dalla preposizione ab, mediante la quale si indica il complemento d’origine o di provenienza, sta ad indicare un concetto basilare: l’origine di qualcosa, il suo fiorire, il suo nascere e crescere. Oggetto di questa azione è l’urbs 34 , una città, un insediamento provvisto dei suoi confini, del suo pomerium 35 , dotata delle sue leges e dei suoi iura. L’azione che porta alla formazione della città, cioè quella azione che dà forma alla città stessa, viene espressa dal verbo condere, composto di cum e dare, che letteralmente significa “mettere insieme” 36 . In lingua latina dunque l’atto di fondazione prevede un movimento comunitario, di persone, cose, luoghi, istituzioni, che si mettono insieme, che si fondano tra di loro. Il termine esprime una fusione di elementi diversi, che proprio mediante la fusione, l’unione, acquistano la loro identità, l’identità di una realtà nuova. 34 Per la spiegazione del termine urbs si rimanda a BENVENISTE 1976, p. 281, e a ERNOUT-MEILLET 1979 3 . 35 Si rimanda ai contributi di CATALANO 1978, SIMONELLI 2001 e DE SANCTIS 2007 riguardo alla natura, al significato e alla funzione del pomerium, sul quale in seguito si discuterà in merito alla fondazione della città. 36 Per una convincente spiegazione del verbo condere e del sostantivo conditor in riferimento all’espressione mos maiorum si rimanda all’analisi di MILES 1995.
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Livio e i mores della fondazione

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Informazioni tesi

  Autore: Marthia Caleca
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Rosa Rita Marchese
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 135

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Parole chiave

letteratura latina
storia di roma
livio
mos maiorum
mores maiorum
instituta

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