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Modelli internazionali di legalizzazione ed impatto economico in Italia del modello Colorado

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5 Gli elementi indiziari più importanti che, cumulati al superamento del limite tabellare permettevano di stabilire se la detenzione fosse ad uso personale o destinata allo spaccio sono la quantità in rapporto al reddito del detentore, la disponibilità di attrezzature per la pesatura ed il confezionamento frazionato della sostanza. Il piccolo spaccio poi non era considerato una fattispecie autonoma, bensì solo un’attenuante facilmente essere eludibile per bilanciamento con aggravanti di portata equivalente o maggiore (in particolare la recidiva), riportando così il trattamento sanzionatorio in intervalli elevatissimi: reclusione da 6 a 20 anni (e multa fino a 260.000 Euro), un’assurdità considerando il fatto che la pena prevista per la partecipazione ad associazione di tipo mafioso è la reclusione da 7 a 12 anni. Uno degli effetti diretti di detta disciplina, fu un incremento vertiginoso degli ingressi in carcere per reati legati agli stupefacenti, in particolar modo quelli legati al piccolo spaccio, ovvero per detenzione di droghe (per lo più leggere) in quantitativi modici ma comunque superiori ai limiti tabellari. Al mese di Luglio 2013 si potevano contare 23.683 detenuti di cui ben 8486 in regime di detenzione per violazione delle norme sugli stupefacenti, dunque più del 35% del totale. Per far fronte al sovraffollamento degli istituti penitenziari, il legislatore intervenne con il c.d. “decreto carceri” (n.146/2013), rimodellando la disciplina del piccolo spaccio, qui definito come fattispecie di reato autonoma, punito con la reclusione da 1 a 5 anni (anzichè da 6 a 20 anni) e con multa da 3000 a 26.000 Euro. Abrogata la “Fini-Giovanardi”, riprese vigore la disciplina precedente al 2006, la c.d. “Jervolino-Vassalli” del 1990, la quale reintegra la distinzione ai fini sanzionatori tra doghe leggere e pesanti, distinzione poi riconfermata anche dal d.l. 36/2014, c.d. “decreto Lorenzin”. Alla Fini-Giovanardi erano allegate due tabelle ai fini sanzionatori, una per tutte le sostanze stupefacenti ed una per i medicinali; con la sopravvenuta abrogazione decaddero anche dette tabelle: il decreto Lorenzin, per colmare la lacuna normativa così formatasi, introdusse 5 tabelle: una relativa alle droghe pesanti, una relativa alle droghe leggere, due relative alle
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Modelli internazionali di legalizzazione ed impatto economico in Italia del modello Colorado

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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Ficci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Francesco Dal Santo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 46

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