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Analisi delle superfici di restauro, intonacate a marmorino, presso il Complesso Monumentale della Carità in Venezia

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Anteprima della tesi: Analisi delle superfici di restauro, intonacate a marmorino, presso il Complesso Monumentale della Carità in Venezia, Pagina 2
PREMESSA 
La conservazione ed il restauro sono due temi difficili da affrontare anche dal punto 
di vista scientifico. Entrambi presuppongono il riconoscimento dell’opera d’arte sia 
dal punto di vista dell’istanza storica, che da quello dell’istanza estetica. Per entrambi 
il degrado, inteso come perdita di dati sulla cultura materiale, si configura come 
rischio di ridurre e perdere l’integrità dell’opera. 
Il degrado della materia è infatti l’inevitabile processo evolutivo provocato da 
condizioni di non equilibrio tra oggetto e ambiente circostante. Come Cesare Brandi 
afferma: “ [..] per questa conoscenza materiale dovremo fare tutti gli sforzi e le 
1
ricerche perché l’opera possa durare il più a lungo possibile”. Per capire questo 
insieme di fenomeni, in realtà, è necessaria la conoscenza dei mutamenti che l’opera 
e la materia che la compone hanno subito nel corso della loro esistenza, con uno 
studio approfondito dal punto di vista storico, artistico, oltre che l’analisi del dato 
2
materico. Conoscere per conservare e conservare per conoscere è, in estrema sintesi, 
l’impegno che dobbiamo assumerci. 
Il problema del degrado dei rivestimenti murari resta uno dei problemi più diffusi e 
meno risolti, soprattutto a Venezia. Anche se l’intonaco viene ormai riconosciuto 
dagli operatori più attenti nel campo del restauro come punto cruciale per la 
conoscenza della cultura materiale, nella maggior parte dei casi non viene trattato di 
conseguenza. Troppo spesso nella fase operativa non viene considerato il suo valore 
storico, di testimonianza della cultura materiale. Laborioso e oneroso sarebbe uno 
studio puntuale delle sequenze dei vari strati di rivestimento al fine di distinguere i 
vari interventi che hanno segnato la vita della costruzione creando una situazione 
eterogenea, data anche la difficoltà di conservazione dei lacerti, quale risultato di 
questi eventi. Proprio per questo motivo, anche dal punto di vista analitico, ci si 
limita a considerare un solo aspetto del rivestimento murale, il degrado, come prova 
della necessità dell’intervento. Intervento che prevede nella maggior parte dei casi il 
rifacimento dell’intonaco, in quanto considerato come superficie di sacrificio. Tutto 
1
 C. Brandi, Teoria del Restauro, Torino, Einaudi 1963 
2
 P. Torsello, La materia del Restauro, Venezia, Marsiglia 
3
Sitografia automatica

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Informazioni tesi

  Autore: Elena Dell'Andrea
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
  Corso: Scienze e tecnologie chimiche
  Relatore: Renata Codello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

FAQ

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