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Consenso informato e DAT: lo stato dell'arte alla luce della legge 219/2017

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particolarissimo dei Testimoni di Geova, ove, rifiuto di cure, segnatamente del 
trattamento trasfusionale, e religione sono indissolubilmente legati. Infine, a 
conclusione di questo primo capitolo introduttivo, è fatto brevemente cenno alle 
Disposizioni anticipate di trattamento, anch’esse, al pari del consenso informato, 
prive di autonoma ed espressa disciplina normativa sino a quando, il 31 gennaio 
2018, non è entrata formalmente in vigore la legge n° 219 del 2017. 
Il secondo capitolo ha ad oggetto l’esame analitico di detta novella legislativa. La 
legge 219, avendo introdotto, per la prima volta a livello nazionale, una disciplina 
abbastanza puntuale su consenso informato e Dat, rappresenta un vero e proprio 
“quid novi” per l’ordinamento italiano, tra i pochi Stati europei a non aver ancora 
disciplinato un aspetto tanto delicato per la vita della persona umana. Sebbene si 
tratti per lo più di un precipitato legislativo, di recepimenti giurisprudenziali – il 
cui inquadramento in un testo di legge era però atto necessitato in un sistema di 
civil law come il nostro –, essi sono tuttavia accompagnati da disposizioni 
innovative seminate qua e là nel testo stesso. Il consenso informato, motore della 
legge, ne occupa la parte quantitativamente maggiore: ben due dei sette articoli 
di cui è composta la novella (artt. 1 e 3). All’interno del primo, trova 
regolamentazione anche il corrispettivo rifiuto di cure mediche (rectius, il 
dissenso informato), con l’epocale specificazione dell’appartenenza della 
nutrizione e idratazione artificiale (NIA) alla categoria dei “trattamenti”, di 
conseguenza rifiutabili o revocabili dall’interessato. Siamo di fronte ad una presa 
di posizione storica del legislatore, il quale ha finalmente fatto propria, 
incamerandola in una disposizione legislativa, la tesi già assunta dalla 
giurisprudenza prevalente (Welby, Englaro). Sempre nell’articolo 1 sono 
disciplinati i casi di urgenza ed emergenza clinica, che, congiuntamente ad uno 
stato di incoscienza del paziente, legittimano il medico ad operare in assenza di 
consenso, assicurando però solamente le cure necessarie e qualora non vi siano 
comunque Disposizioni anticipate di trattamento consultabili. Peraltro, la

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Informazioni tesi

  Autore: Jacopo Santilli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Paola Frati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 140

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