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Il concordato preventivo dopo la legge 134/2012

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Anteprima della tesi: Il concordato preventivo dopo la legge 134/2012, Pagina 8
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prima dell’entrata in vigore del decreto, nonché le procedure di fallimento e di 
concordato fallimentare pendenti, siano definiti secondo la legge anteriore. 
Nell’anno 2007, il decreto di riforma è stato parzialmente modificato dal D.Lgs. 
169/2007 (c.d. decreto correttivo), intervenuto per colmare le lacune ed i punti 
contraddittori emersi dall’attuazione della riforma. 
In particolare, è stata nuovamente ridefinita l’area dei soggetti fallibili, 
introducendo un terzo parametro di assoggettabilità ed eliminando i riferimenti 
alla nozione di piccolo imprenditore
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, che avevano suscitato numerosi dubbi 
interpretativi, prima dell’intervenuta correzione. In questo modo è stata allargata 
l’area dei soggetti fallibili, sensibilmente ristretta dalla riforma del 2006, 
addossando al debitore e non più ai creditori che richiedono il fallimento l’onere 
di provare la sussistenza dei requisiti dimensionali e di indebitamento che gli 
imprenditori commerciali devono possedere per non essere assoggettati al 
fallimento e al concordato preventivo. 
La legge fallimentare ha conosciuto un’ulteriore modifica molto recente ad opera 
del D.L.15/06/2012, cosiddetto “Misure urgenti per la crescita del Paese”, sulle 
quali ci si soffermerà ampiamente nelle pagine seguenti. E’ opportuno 
sottolineare che proprio negli ultimi giorni è intervenuto il nuovissimo “decreto 
sviluppo bis” che rende telematiche moltissime fasi della procedura. 
Capitolo I.1 - La legge fallimentare in pillole 
Si rende a questo punto opportuno svolgere una concisa analisi sugli articoli 
cardine della legge fallimentare, al fine di avere un quadro d’insieme dell’intera 
disciplina, iniziando proprio dall’art. 1 L.F. il quale indica i presupposti necessari 
per poter essere assoggettati alle procedure di fallimento e di concordato 
preventivo.  
Il primo presupposto di assoggettabilità è un presupposto soggettivo, vale a dire, 
riportando testualmente ciò che viene menzionato nel testo dell’art. 1 L.F.: “sono 
	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
   	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
   	
  
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  Non	
  si	
  fa	
  più	
  riferimento	
  alla	
  nozione	
  civilistica	
  di	
  piccolo	
  imprenditore,	
  che	
  aveva	
  suscitato	
  dubbi	
  
interpretativi,	
  ma	
  si	
  fa	
  esclusivamente	
  riferimento	
  alle	
  soglie	
  dimensionali	
  dettate	
  dalla	
  legge,	
  non	
  
dovendo	
   più	
   ricorrere	
   allo	
   “scomodo”	
   criterio	
   della 	
   prevalenza	
   per	
   stabilire	
   la	
   piccolezza	
  
dell’imprenditore.	
  
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Informazioni tesi

  Autore: Dario Donadoni
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Federico Clemente
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 186

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concordato preventivo
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