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Il raffrescamento passivo degli edifici storici. Sinergia tra massa termica e ventilazione naturale

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Anteprima della tesi: Il raffrescamento passivo degli edifici storici. Sinergia tra massa termica e ventilazione naturale, Pagina 2
2  1. INTRODUZIONE 
La convinzione di poter costantemente usufruire di energia a basso costo e di materiali edili di derivazione 
industriale ha condotto allo scollamento dei manufatti architettonici dal proprio naturale contesto socio-
ambientale. Se, nei secoli passati, l’intero tessuto urbano derivava dalle specifiche necessità funzionali e 
climatiche, la progettazione contemporanea - con le Avanguardie del Novecento, luce e trasparenza verranno 
imposte all’edificio indifferentemente dalla sua localizzazione - ha ridotto l’involucro edilizio a mero confine 
degli ambienti interni, demandando ai dispositivi meccanici il mantenimento delle condizioni climatiche 
desiderate e abbandonando, così, le riflessioni sulla composizione materica, sulla disposizione e dimensione 
delle superfici vetrate, sulla distribuzione interna
1
.  
La limitata disponibilità delle fonti energetiche tradizionali, appurata sin dalle crisi petrolifere del 1973-79, 
motiva la promozione di studi teorici e sperimentali finalizzati alla riduzione del fabbisogno energetico degli 
edifici; si pensi, ad esempio, all’introduzione dei concetti di NZEB
2
 e Passivhaus. Nella sola Unione 
Europea, il settore edilizio incide per il 40% sull’energia totale consumata
3
; la riduzione di tale consumo è il 
tema affrontato dai cosiddetti obiettivi “20-20-20”, che propongono, a livello comunitario, un piano di 
riduzione delle emissioni climalteranti del 20% entro il 2020
4
 (Figg. 1-2). 
La Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che recepisce gli obiettivi europei “20-20-20”, fissa una 
strategia a medio-lungo termine basata sulla riqualificazione dell’involucro e degli impianti, tramite un 
percorso articolato in diagnosi (audit), progettazione, esecuzione degli interventi di miglioramento 
dell’efficienza energetica e manutenzione con contratti a garanzia di risultato. La direttiva favorisce azioni di 
retrofit visto il calo della domanda di nuove abitazioni, ponendo l’attenzione sul rischio idrogeologico 
connesso allo sviluppo irrefrenabile delle aree urbane. Inoltre, auspica l’intervento nel settore pubblico come 
modello virtuoso per il privato
5
. 
La consistenza del patrimonio edilizio esistente (la nuova progettazione si limita allo 0,05% del parco 
costruito) e la sua qualità (l’ 85% degli edifici è stato realizzato prima dell’entrata in vigore delle politiche 
sul contenimento energetico)
6
 muovono la ricerca contemporanea verso soluzioni tecnologiche mirate al 
perseguimento del comfort termico pur preservando l’integrità dei manufatti.  
                                                           1
 Bori D., Il raffrescamento passivo degli edifici, Esselibri, Napoli, 2006, p. 7, passim. 
2
 NZEB o Net Zero Energy Buildings, ossia edifici caratterizzati da un fabbisogno energetico sufficientemente basso da 
comportare un bilancio netto annuale consumo/generazione nullo grazie all’uso di fonti rinnovabili. A partire dal 31 
dicembre 2018, gli edifici di nuova costruzione occupati da e di proprietà di pubbliche amministrazioni, compresi quelli 
scolastici, dovranno rientrare tutti nella tipologia del NZEB e, a partire dal’1 gennaio 2021, dovranno essere NZEB tutti 
gli edifici di nuova costruzione, quale che sia la loro proprietà o destinazione d’uso. 
Sala C., “La norma per gli edifici”, Ottobre 2014,  
http://www.dailyenmoveme.com/it/normativa/la-norma-gli-edifici-nzeb 
3
 Dai dati BP Statistical Review of World Energy, nel 2013 i consumi mondiali di energia sono stati di 12.730 milioni di 
tep (1 tep = 41,90 x 10
3
 MJ = 4,19 x 10
10 
J), in aumento del 2,3% rispetto al 2012. Complessivamente il 43,5% di tutta 
la produzione energetica mondiale è destinata ai 34 Paesi industrializzati aderenti all’OCSE. Riguardo alle fonti, il 
consumo di petrolio si mantiene stabile rispetto al 2012, mentre cresce lievemente quello di gas naturale e di carbone. 
Stabili anche le energie rinnovabili, l’idroelettrico e il nucleare. In Italia, il consumo primario di energia nel 2013 è stato 
di 159 milioni di tep, il 2,4% in meno del 2012, un calo attribuibile alla crisi economica. La più importante forma di 
energia secondaria rimane l’energia elettrica, prodotta in gran parte tramite energia primaria di importazione. Il 
consumo procapite è di 5.266 kWh/persona e il consumo domestico procapite è di 1.120 kWh/persona. 
4
 La strategia è stata pensata dalla UE per il periodo successivo al protocollo di Kyoto, decaduto nel 2012. Il piano, 
entrato in vigore con la direttiva 2009/29/CE, sarà valido nel periodo 2013-2020. Esso prevede la riduzione del 20% 
delle emissioni di gas serra, l’innalzamento al 20% della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e la riduzione al 
20% del consumo di fonti primarie attraverso l’aumento dell’efficienza. In questo contesto è stata introdotta la 
definizione di NZEB. 
 “Piano 20 20 20: il Pacchetto Clima – Energia 20 20 20”, 
http://www.reteclima.it/piano-20-20-20-il-pacchetto-clima-energia-20-20-20/ 
5
 Mazzarella L., Piterà L. A., Efficienza Energetica attraverso la Diagnosi e il Servizio Energia negli Edifici. Linee 
Guida, Ananke, Torino, 2013, passim. 
6
 Cammarata G., Impianti termotecnici – Riscaldamento, vol. 1 B, 2014, p. 151, in pdf, passim.

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Informazioni tesi

  Autore: Noemi Salerno
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Francesco Nocera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

FAQ

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Parole chiave

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simulazione dinamica
free cooling
designbuilder
involucro massivo
time lag sfasamento
inerzia termica
decrement factor attenuazione
pmv ppd
valutazione ambiente termico

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