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L’evoluzione del sistema capitalistico: le quattro rivoluzioni industriali e il ruolo dell'innovazione

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fascia alta del mercato e disgregazione dei nuovi mercati, rivolta a soggetti con bisogni latenti non ancora 
soddisfatti. 
E’ possibile che si verifichi una perdita di basso livello nel momento in cui la velocità con cui un prodotto 
migliora e si innova supera la capacità dei clienti di adattarsi alle nuove performance. Può succedere infatti 
che le nuove prestazioni del prodotto superino di gran lunga le esigenze richieste dai consumatori. A tal 
proposito una tecnologia distruttiva potrebbe farsi strada nel mercato fornendo un prodotto con prestazioni 
minori rispetto a coloro che già occupavano una forte posizione nel mercato, ma che oltrepassa i requisiti 
richiesti da alcuni segmenti, ottenendo in questo modo l’appoggio sul mercato. 
Nella perdita di basso livello, le imprese entranti nel mercato, si concentrano inizialmente sul servizio offerto 
al cliente meno redditizio. Tale cliente non è disposto a pagare un plus, per incrementare le funzionalità del 
prodotto. Una volta che le imprese entranti o “distruttrici” riescono a guadagnare la fiducia di quel settore 
iniziano a lavorare sul miglioramento del margine di profitto. 
Per ottenere il suo scopo, l’impresa entrante, deve riuscire a penetrare nel settore in cui il consumatore è 
disposto a pagare di più per un prodotto con qualità superiori, ma per garantire ciò il prodotto deve essere 
innovativo. L’impresa già presente sul mercato non si concentrerà su settori che ritiene poco profittevoli così 
inizierà a spostarsi verso settori più convenienti. 
Successivamente l’incumbent si ritroverà schiacciato in mercati molto più piccoli rispetto a quelli in cui era 
abituato ad operare ed infine la nuova impresa entrante, attraverso la tecnologia dirompente, riuscirà a 
soddisfare anche il segmento più redditizio spingendo l’ex incumbent fuori dal mercato e prendendone il posto. 
Dopo quasi un ventennio dalla pubblicazione dell’articolo di Christensen, Jill Lepore, docente e collega alla 
Harvard University dello studioso, mosse le prime critiche. 
Jill Lepore pubblicò un articolo sul “The New Yorker” dove non solo mise in discussione la veridicità della 
teoria del collega, ma riuscì per la prima volta dall’introduzione del termine “distruprive innovation”, ad 
analizzarlo con lineamenti negativi. 
 
“Distruptive innovation is a competitive strategy for an age sized by terror”. 
 
 
La Lepore analizza come nascosto dietro tale parola, sia presente una visione delineata da panico e timore, 
derivante da improvvisi cambiamenti. 
 
3.1.1. Analisi del concetto alla base della strategia di Christensen 
 
 
Il concetto alla base della distruptive innovation è sollevato dallo stesso Christensen: 
 
 
“Per quale motivo le aziende di successo investono massivamente in tecnologie che soddisfano i bisogni dei 
propri clienti attuali, ma falliscono al contempo nel guardare a nuovi mercati che i clienti del futuro

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Bonura
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Design e Arti
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Amedeo Lepore
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

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