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La Tutela dei Disabili nella Costituzione Italiana

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Anteprima della tesi: La Tutela dei Disabili nella Costituzione Italiana, Pagina 5
7 | P a g i n a 
 
(in forza della sua diversità), ma è la società con le sue strutture ed infrastrutture 
che ne impedisce una sua piena partecipazione sociale.” 
8
  
Lo Stato, quindi, si assume la responsabilità di agevolare questa integrazione e tale 
impedimento non è più imputabile al disabile in primissima persona ma alla società e 
quindi al suo ambiente di appartenenza. Riguardo alla condizione di minorità del 
disabile, “Lo Stato non può limitarsi a fronteggiare attraverso il riconoscimento dei 
diritti a contenuto meramente sanitario e/o assistenzialistico, ma che invece ha 
l’obbligo di rimuovere con azioni positive.” 
9
. Per dirla con le parole di Habermas,  
una politica di “inclusione” del disabile è “Non accorpamento assimilatorio o 
chiusura, ma rispetto della diversità che, nella responsabilità sociale, deve essere 
visto come ognuno di noi.”  
Lo stesso identico discorso è stato fatto appena successivamente  a quegli anni 
riguardo molti aspetti della vita, come ad esempio la salute, l’educazione, il lavoro e 
la  famiglia, proprio come sancito dalla Costituzione, che, finalmente, si allarga, oltre 
che formalmente, anche sostanzialmente alla totalità della cittadinanza. Su questo 
tema, molti sono stati gli studiosi di dottrina del diritto ad essersi cimentati, cercando 
di dare un contributo alla legislazione. A. Vallini considera tutta una serie di strategie 
e politiche di inclusione sociale come una strada obbligata, che “per essere 
effettivamente inclusive devono far si che la società modifichi le proprie regole di 
funzionamento. (..) Bisognerebbe proprio ripartire dagli ultimi, perché 
l’emarginazione di un solo cittadino rende povera l’intera società.” 
10
 Parimenti A. 
D’Aloia e R. Belli considerano il disabile come una persona che, anche se minorata, 
presenta le stesse caratteristiche dal punto di vista sociale o giuridico di qualunque 
altro uomo. Il problema per loro è la non capacità di farsi strada da soli o di far valere 
i propri diritti. Non a caso il primo esprime una visione pessimistica della società a 
confronto con le situazioni più deboli, scrivendo che “Nonostante il loro 
considerevole rilievo sul piano sociale, hanno minore possibilità di emergere, dal 
                                                           
8
 C. COLAPIETRO, Diritti dei disabili e costituzione, Pag. 49. 
9
 N. FOGGETTI, Diritti umani e tutela delle persone con disabilità: la Convenzione delle Nazione Unite del 13 
Dicembre 2006, Pag. 105, per la quale l’adozione della Convenzione , ed in particolare dell’innovativa 
disposizione di cui all’Articolo 4, supera i dubbi, sollevati anche in dottrina, relativamente alla possibilità di 
adottare anche per i disabili azioni positive di natura permanente e non solo temporanea (Cit. C. Colapietro). 
10
 A. VALLINI, Intervento introduttivo, Pag. 3.
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Informazioni tesi

  Autore: Gabriella Tagliaferri
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Paolo Mezzanotte
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 83

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Parole chiave

costituzione
tutela
diritti
barriere architettoniche
legge 104
disabile

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