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Litispendenza e connessione internazionale. La scelta del giudice competente in un confronto tra ordinamenti di civil law e common law

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che ratione personae, nonché l’ambito di derogabilità dello stesso fornito da un
elenco di materie di settore civile e commerciale che però restano escluse dalla
convenzione stessa; tra queste sono comprese «lo stato e la capacità delle persone
fisiche, il regime patrimoniale tra coniugi, i testamenti e la materia successoria, i
fallimenti e le procedure concorsuali, la materia della sicurezza sociale e
l’arbitrato
11
». Per quanto concerne esclusivamente l’ambito di applicazione della
Convenzione di Bruxelles del 1968, occorre tenere presente tre aspetti nella sua
analisi: la natura dell’organo giurisdizionale, l’ambito ratione materiae e l’ambito
ratione personae. In merito alla natura dell’organo giurisdizionale, che rileva sia
in materia di competenza giurisdizionale che in materia di riconoscimento delle
sentenze straniere, la nozione è stata fornita, dopo un acceso dibattito
interpretativo, da dottrina e giurisprudenza. In questo contesto è stato evidenziato
che l’art. 1
12
 della convenzione enuncia che la stessa normativa «si applica in
materia civile e commerciale indipendentemente dall’organo giurisdizionale».
Tale formulazione della norma prevede una nozione di organo giurisdizionale non
limitato alla sua natura ordinaria; per questo motivo dottrina e giurisprudenza
sono concordi nel ritenere che questa disposizione possa estendersi anche a
organi giudiziari speciali, o anche giudici penali e amministrativi, purché le
controversie portate alla loro attenzione rientrino sempre nella materia civile e
commerciale. Per quanto concerne il secondo aspetto della Convenzione di
Bruxelles del 1968, relativo all’ambito ratione materiae
13
, occorre tenere presente
11Cfr. BONOMI,  Diritto internazionale privato e cooperazione giudiziaria in materia civile, in AJANI,
BENACCHIO (a cura di), Trattato di diritto privato dell’Unione europea, 2009, cit., pp.5-6, «L’ambito di
applicazione ratione materiae della Convenzione comprendeva la materia civile e commerciale, intesa nel
senso lato di diritto privato. Ne erano peraltro esclusi vari importanti settori del diritto delle persone, del
diritto di famiglia e delle successioni. (...) Egualmente escluse erano le procedure arbitrali, già regolate da
altre importanti convenzioni internazionali, nonché le procedure di insolvenza».
12Cfr. Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968, Art. 1, co.1: «La presente convenzione si applica
in materia civile e commerciale e indipendentemente dalla natura dell’organo giurisdizionale. Essa non
concerne in particolare la materia fiscale, doganale e amministrativa».
13Cfr. MARONGIU BUONAIUTI, op.cit., p.108, «è opportuno sottolineare brevemente che la
Convenzione presenta anche dei limiti di applicazione ratione materiae. Quest’ultimi, a differenza dei
limiti ratione loci ovvero ratione personarum, che possono presentare delle possibili zone di confine in
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Informazioni tesi

  Autore: Sonia Faseli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Paolo Bertoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

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