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Mafia e giustizia euroumanitaria. Profili di (il)legittimità dell'ergastolo ostativo

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Anteprima della tesi: Mafia e giustizia euroumanitaria. Profili di (il)legittimità dell'ergastolo ostativo, Pagina 9
67 
 
Sulla scia di queste constatazioni dovrebbe accettarsi altresì l’ipotesi 
dell’ergastolo ostativo che, sebbene anch’esso perpetuo, cede alla concessione 
di benefici che ne stemperano la portata. La parziale compressione della 
finalità risocializzante è giustificata da altre esigenze altrettanto rilevanti per 
la Costituzione e che meritano di essere messe sul piatto della bilancia.  
Non è ammissibile concepire il carcere come privazione del diritto 
all’esistenza, non lasciare alcun margine di miglioramento o di mutamento 
della propria condizione.  
Non è il caso, però, dell’ordinamento italiano che, al contrario, riconosce 
al condannato per delitti gravi come quelli mafiosi, la possibilità di 
dimostrare la sua ormai dissociazione dai comportamenti, dalle persone e 
dall’organizzazione a cui ha prestato un “giuramento di sangue”
170
.  
L’ Italia, ponendo delle condizioni più che legittime, modulate caso per 
caso anche in ipotesi eccezionali, esige una dimostrazione più convincente 
per reinserire il soggetto nella società.  
Dall’esperienza criminale già avuta, ritiene conciliabile – considerando 
l’organizzazione mafiosa, i rituali e la sua struttura
171
 - il principio 
rieducativo con la collaborazione con la giustizia.  
 
ergastolani condannati per il delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione con quelli 
considerati “di prima fascia” ex art. 4 ord. pen. e dell’inconciliabilità tra questa previsione 
con il principio rieducativo. In particolare, sull’inibizione di ogni forma di progresso 
comportamentale e trattamentale nel percorso dell’ergastolano a cui gli erano negati i 
benefici. La pronuncia della Corte afferma la prevalenza del principio rieducativo sulla 
funzione della pena, discostandosi dalle precedenti sentenze che, al contrario, legittimavano 
l’ergastolo. La soglia proposta dalla norma era di 26 anni, risultando un arco temporale 
altamente inflessibile e quindi contraria al principio rieducativo integrava un automatismo 
legislativo non valutabile dal giudice. Prevedendo al contrario una flessibilità della pena 
veniva ristabilito l’equilibrio e dunque il principio di proporzionalità.; Così anche Corte cost. 
29 ottobre 2014, n. 239 in Giur. cost., 2014. 
170
 M. LUGLI, “Voglio sangue e onore”. Ecco il giuramento (criptato) degli affiliati alla ’ndrangheta, 
in «la Repubblica», 9 gennaio 2014; E. DI RENZO, Ritualità, verbalità, simbolismo: note sugli 
archetipi iniziatici dell’affiliazione mafiosa, op. cit., p. 139. «Un altro aspetto costitutivo dei riti è 
la rivelazione di un segreto iniziatico riguardante il codice di comportamento al quale il 
postulante dovrà conformarsi per sempre, giacché dal giuramento non è possibile recedere 
da vivi. 
171
 L.M. LOMBARDI SATRIANI, Introduzione, in N. GRATTERI - A. NICASO, Fratelli di sangue, 
Cosenza, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p. 9 «Il sangue è un elemento investito di intense 
cariche di valorizzazione simbolica e può declinarsi tanto come principium vitae che come
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Informazioni tesi

  Autore: Adriana Caforio
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Scuola di Specializzazione nelle Professioni Legali
Anno: 2020
Docente/Relatore: Gaetano Stea
Istituito da: Università degli Studi di Lecce
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 134

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Parole chiave

italia
diritto penale
legittimità
diritto penitenziario
europeo
illegittimità
ergastolo
viola
benefici penitenziari
ostativo

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