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Presenza e attività degli italiani a Canton dalla prima guerra dell'Oppio al trattato di commercio e navigazione del 1866

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Anteprima della tesi: Presenza e attività degli italiani a Canton dalla prima guerra dell'Oppio al trattato di commercio e navigazione del 1866, Pagina 7
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Nel 1733 infatti, per sopperire alle perdite di argento nelle casse britanniche
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, il 
governatore generale dell’India Warren Hastings, decise di incoraggiare l’esportazione di 
oppio in Cina, concedendone il monopolio in Bengala alla East India Company. La varietà 
regionale Patna, tra le più pregiate, fu introdotta a Canton attraverso le factories presenti in 
loco
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così da poter utilizzare i proventi di questo commercio per finanziare l’acquisto di tè. 
Durante il XIX secolo le vendite di oppio a Canton crebbero soprattutto in 3 fasi principali: 
la prima nel 1815 quando la East India Company ridusse il prezzo dell’oppio Patna; la 
seconda nel 1830, quando la Compagnia decise di consentire il passaggio gratis da 
Bombay alla Cina dell’oppio Malwa, coltivato privatamente nell’ovest dell’India; la terza, 
la più importante, avvenne con la perdita del monopolio sul commercio da parte della East 
India Company nel 1834, e con la conseguente fioritura di quello privato. La sempre 
crescente domanda cinese, portò ad un raddoppiamento annuo delle casse di oppio, che 
provocarono al governo Qing (1644-1911) una spesa complessiva di 34.000.000 di dollari 
d’argento nel decennio 1830-1840. Tuttavia questa attività si trasformò anche in  fonte di 
imbarazzo per i mercanti stranieri, che dovevano rispondere della fonte dei loro profitti di 
fronte all’opinione pubblica nazionale: i missionari operanti nella città di Canton che 
descrivevano situazioni di famiglie distrutte e di dipendenza che portava alla morte, e i 
funzionari confuciani che avevano rafforzato i loro pregiudizi nei confronti dell’Occidente 
(e del Cristianesimo), visto ora più che mai come “fautore dell’avvelenamento del corpo 
politico cinese
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” punsero sul vivo le frange più sensibili delle società inglese e americana, 
ma non fermarono di certo il traffico della droga. Divenuto ormai passatempo di lusso 
anche tra la piccola nobiltà, i poliziotti e i soldati, l’oppio fu presto additato come 
principale responsabile non solo dell’abbrutimento morale della popolazione, ma 
soprattutto delle crescenti difficoltà economiche della Cina. Già dai primi anni del XIX 
secolo, infatti, l’evasione fiscale della piccola nobiltà e le ingenti perdite di argento nelle 
casse dello stato gravavano unicamente sulle spalle dei contadini. Essi pagavano in 
moneta di rame un ammonto che invece era stimato in monete d’argento, il cui tasso 
                                                 
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 L’economia cinese si è sempre basata su una fortissima autarchia, rafforzata durante la dinastia Ming, ma in auge 
anche nel XIX secolo. Per questo merci come seta e tè, divenute fondamentali nella società europea e soprattutto 
inglese, erano pagate direttamente in tael d’argento,sistema che appunto faceva pendere la bilancia commerciale dalla 
parte dei Cinesi. 
16
 Cfr: capitolo 2. 
17
 Cfr: WAKEMAN, op.cit.p.127.

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Falato
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Studi Orientali
  Corso: Lingue e letteratura afroasiatiche
  Relatore: Federico Masini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

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Parole chiave

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presenza italiana
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canton
giuseppe garibaldi
dinastia qing
guerre dell'oppio
conflitti di giurisdizione
east india company
trattato commercio e navigazione 1866

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