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Top secret: il segreto professionale del giornalista

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Anteprima della tesi: Top secret: il segreto professionale del giornalista, Pagina 11
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3.4. Gli archivi 
 Pubblici o privati, a consultazione diretta o via Internet, gli archivi sono 
sempre più numerosi a mano a mano che l’informatica sostituisce il supporto 
cartaceo. Tra questi, quelli da custodire in redazione sono:  
 ξ  l’archivio personale: formato da ritagli e da fotocopie, ma anche sempre 
più da file, dischetti, Cd e Dvd, raccolti da ogni giornalista sugli argomenti 
di suo interesse e competenza. Proprio il redattore è la persona più adatta a 
giudicare cosa sia opportuno conservare, una selezione mirata rispetto alla 
genericità dei grandi archivi. Il pericolo che si corre è di immagazzinare 
pezzi estratti da giornali o file scaricati da siti che contengano inesattezze 
o notizie, poi corrette nei giorni successivi;  
 ξ  l’archivio futuro: “scadenzario” diviso nei giorni del mese, con le 
informazioni su eventi futuri annotati nel Diario di redazione;  
 ξ  l’archivio di redazione: è la grande memoria centrale del passato: 
giornali, riviste, agenzie, testi dei notiziari radiotelevisivi (che per legge 
vanno conservati per tre mesi in forma integrale). Spesso costituisce un 
settore autonomo nel quale lavorano diversi addetti.  
 
3.5. Internet  
 È una porta di accesso a fonti secondarie di tutto il mondo, dagli archivi, 
alle agenzie e alle pubblicazioni on line quotidiane o ad aggiornamento continuo, 
fino alle biblioteche. Talvolta, è un contatto diretto anche con le fonti primarie. Si 
pensi, per esempio, alle migliaia di web-cam, telecamere che inviano sulla rete la 
realtà su cui sono accese in diretta in ogni parte del mondo.  
 
3.6.  Le telefonate di controllo  
 Sono effettuate per settori omogenei. Si adoperano soprattutto nella 
cronaca nera e in tutti i campi in cui è necessario controllare continuamente se 
siano avvenuti fatti di rilievo. A orario fisso si telefona, ad esempio, alle sale 
operative di polizia, carabinieri, vigili del fuoco, ospedali per apprendere quali 
siano le novità. Ma una forma di controllo periodico è consigliabile in qualsiasi 
settore. Quando l’esigenza di sorveglianza è più stretta, si organizza sul posto una 
sala stampa, presidiata continuamente da un giornalista di ciascuna testata. Ad 
esempio: sala stampa della questura, del Vaticano, di palazzo di giustizia, ecc. 

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Top secret: il segreto professionale del giornalista

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Informazioni tesi

  Autore: Cristina Zammataro
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Riccardo Arena
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 115

FAQ

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