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Informazioni tesi

  Autore: Jessica Cagnola
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Fabio Dovigo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

Questa relazione documenta la mia attività di tirocinio svolta presso la scuola primaria Fabio Filzi appartenente all’Istituto Comprensivo di Inzago (MI), dal 13 Gennaio 2015 all’8 Giugno 2015. In seguito a numerose vicende personali, ho deciso di svolgere il mio lavoro di tirocinio nell’ambito dell’inclusione scolastica. Sulla base dell’Index per l’Inclusione (Booth, Ainscow- Carocci 2014), si è voluto indagare come si organizza una scuola nella quale sono presenti alunni con “disturbi specifici dell’apprendimento” e le pratiche messe in atto all’interno di cinque classi della scuola primaria, mettendo a confronto le diverse strategie adottate dagli insegnanti curricolari, di sostegno e dagli assistenti educatori. L’ambiente e il gruppo classe sono stati osservati da una prospettiva globale, tenendo presente i punti di vista di insegnanti curricolari e di sostegno, assistenti educatori, alunni, alcuni genitori e parte del Personale. È stata svolta l’osservazione partecipante in cinque classi in un primo periodo, e successivamente, si è voluto porre l’accento sulla prospettiva dei docenti e degli studenti svolgendo, qualitativamente, dieci interviste semi - strutturate ad un campione di docenti curricolari e di sostegno, assistenti educatori e ad alcuni studenti. È stata infine raccolta la documentazione durante tutto il periodo di tirocinio.

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  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bergamo
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  Relatore: Fabio Dovigo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

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5 Prima parte, riferimenti teorici CAPITOLO I: L’ inclusione scolastica e l’ integrazione in ambito Internazionale e Nazionale 1. Educazione inclusiva e Diritti Umani secondo la prospettiva delle Nazioni Unite: un accenno La cultura dei Diritti Umani, nata alla fine dell’ultima guerra mondiale con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dall’ONU nel 1948, è diventata progressivamente un nuovo paradigma su cui ricostruire il tessuto delle relazioni tra gli esseri umani, i popoli, gli Stati (Griffo G.). Questa questione riguarda anche le persone con “disabilità” in quanto esseri umani. Si stima che, nel mondo oggi, più di un milione di persone siano “disabili”.(World Health Organization, 2011). Molte persone con “disabilità” non ricevevano un’educazione oppure non ricevevano lo stesso trattamento dei compagni. Il 13 Dicembre 2006 le Nazioni Unite adottarono la Convenzione dei Diritti delle persone con “disabilità”al fine di accrescere la partecipazione delle persone con “disabilità” in tutti gli aspetti della vita quotidiana, compresa l’educazione. Questo accordo ha coinvolto i rappresentanti di 192 Paesi ed è stato ratificato dall’Italia nel 2009 (Zappella, 2015). Tale accordo, negoziato con la partecipazione delle organizzazioni della società civile e comprendendo anche le organizzazioni delle persone con “disabilità” (Kanter 2007), fu il primo trattato del Ventunesimo secolo riguardante i Diritti Umani ed il primo ad affermare il diritto per tutti i bambini ed adulti con “disabilità” ad un’educazione inclusiva. “…Tale Convenzione intende promuovere, proteggere e garantire il pieno godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con “disabilità”e promuovere il rispetto della loro dignità …”(Zappella, 2015). L’articolo 24 della Convenzione invita gli Stati: “a favorire un sistema inclusivo a tutti i livelli”. (Nazioni Unite,art. 24, par. 1). La dichiarazione di Salamanca stabilisce che l’educazione inclusiva è stata e continua ad essere al centro del dibattito internazionale in molteplici Paesi. Si ha il riconoscimento dell’istruzione come Diritto Umano fondamentale ribadito anche all’articolo 28 della Convenzione per i Diritti dei bambini. In questa direzione, una scuola inclusiva deve saper fornire risposte individualizzate alle molteplici bisogni speciali di tutti gli alunni. Si tratta, in sintesi di imparare a confrontarsi con le varie differenze, prestando attenzione sia ai “BES” (Bisogni Educativi Speciali) che ai vari “disturbi” dell’apprendimento o del comportamento. A proposito della definizione dell’ “etichetta BES” sopra riporto la definizione utilizzata dall’UNESCO:

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