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La teoria economica della sopravvivenza aziendale


La critica più importante alla teoria della massimizzazione del profitto è stato illustrato dagli economisti sociali, che hanno rilevato che non regge più con l’avvenuta dissociazione fra livello di proprietà e governo dell’impresa. Mentre infatti i proprietari potevano essere interessati ad ottenere il massimo profitto dall’impresa, i dirigenti si interessano alla sopravvivenza dell’organizzazione.

Secondo la teoria della sopravvivenza, il fine del gruppo imprenditoriale è soprattutto assicurare la continuità dell’organismo aziendale: da una parte, il profitto irrobustisce la struttura patrimoniale dell’impresa e, dall’altro, si rifiutano attività gestionali con elevati coefficienti di rischio.

Tale teoria ha trovato Drucker tra i principali sostenitori. L’esigenza primaria è dunque quella di realizzare un livello stabile di profitto, che consenta all’impresa di non correre rischi eccessivi e di destinare risorse sufficienti all’autofinanziamento. All’accrescersi di quest’ultimo si riduce la dipendenza da fonti esterne di finanziamento e si amplia l’autonomia del gruppo manageriale.
Tratto da GESTIONE DELL’IMPRESA di Domenico Valenza
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Dettagli appunto:

  • Autore: Domenico Valenza
  • Università: Università degli Studi di Catania
  • Titolo del libro: Economia e Gestione dell’Impresa
  • Autore del libro: S. Sciarelli
  • Editore: Cedam, Padova
  • Anno pubblicazione: 1997

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