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Soggetti e strumenti del controllo fiscale

Titolari della potestà di controllo sul versante qui considerato sono primariamente gli uffici o organi territorialmente competenti preposti all’accertamento delle imposte.
Analoga potestà e generalmente riconosciuta anche alla Guardia di finanza.
A tali soggetti risultano affiancati, nel concreto espletamento dell’attività di controllo, altri che variamente cooperano con i primi acquisendo dati, segnalando situazioni rilevanti ai fini dell’accertamento o fornendo ad essi dati, notizie e informazioni di vario tipo.
Si pensi, tra gli altri, all’anagrafe tributaria, la quale può inviare questionari ai contribuenti; ai Comuni che possono segnalare agli uffici qualsiasi integrazione degli elementi contenuti nella dichiarazione presentata dal contribuente; nonché in generale, agli istituti di credito, alle Poste Italiane s.p.a. e alle autorità competenti degli altri Stati membri della U.E.
Passando ora ad occuparci degli strumenti per il cui tramite il controllo si attua, non può farsi a meno di cogliere, per il momento, un tratto comune e peculiare di essi: cioè quello per cui detti strumenti si risolvono nella titolarità di poteri che hanno carattere autoritativo e risultano addirittura e spesso limitativi di diritti fondamentali di libertà della persona.
In altre parole, siffatti poteri sono attribuiti all’ente impositore non nella veste di creditore della prestazione impositiva, bensì quale autorità dotata di una posizione di preminenza in vista del soddisfacimento dell’interesse pubblico.
di Stefano Civitelli
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