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Il montaggio secondo Kuleŝov

Se è possibile attribuire una paternità, anche solo simbolica, alle teorie del montaggio, la scelta non può che cadere sul nome di Lev Kuleŝov. “Non dobbiamo cercare l’organizzazione della cinematografia entro i limiti dell’inquadratura impressionata, ma nella successione delle inquadrature”. L’essenza del cinema è il montaggio. Per Kuleŝov l’esercizio teorico non va mai disgiunto dalla pratica e da quello dell’insegnamento.
Kuleŝov approda all’idea del montaggio come fondamento della cinematografia frequentando assiduamente le sale e scoprendo che il pubblico russo prediligeva i film americani. Il film russo era composto da inquadrature molto lunghe riprese da una sola posizione. Quello americano al contrario comprendeva un gran numero di inquadrature girate da diverse posizioni.
L’autore effettua alcuni esperimenti sui possibili effetti del montaggio, ad esempio assemblando dettagli di copri diversi ripresi sul medesimo sfondo. Ma l’esperimento più celebre è quello passato alla storia con il nome di effetto Kulesov: il regista fece stampare in tre copie un primo piano piuttosto inespressivo di un attore e lomontò con tre divrse inquadrature (una scodella di minestra, il cadavere di una donna in una bara e i giochi di una bambina). Quando i tre segmenti furono proiettati il pubblico attribuì concordemente al volto dell’attore tre espressioni completamente diverse (fame, dolore e tenerezza).
Il senso dell’esperimento assume almeno due significati: lo si può leggere come asserzione e dimostrazione dei poteri sintagmatici del film, poteri metaforici del montaggio e della discontinuità, oppure lo si può vedere come un caso di “montaggio costruttivo”, in quanto da luogo a significazioni che non sono presenti in partenza nelle singole inquadrature, ma scaturiscono esclusivamente dalla loro messa in relazione. La prima interpretazione è assai più rispettosa del pensiero di Kuleŝov.
“Con un montaggio corretto anche se si prende la performance di un attore riferita a un contesto completamente diverso, essa raggiungerà lo spettatore nella maniera voluta dal montatore, poiché il pubblico stesso completerà la sequenza e vedrà ciò che gli è suggerito dal montaggio”.
di Laura Righi

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