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Il montaggio secondo Vertov

La sua concezione di montaggio è strettamente legata alla sua peculiare impostazione teorica, fondata sul netto rifiuto dell’idea dell’artisticità del cinema e del film narrativo di finzione basato su una sceneggiatura scritta e sulla recitazione degli attori a cui vine contrapposto un tipo di documentario fondato sull’osservazione minuziosa del mondo reale.
Se le tecniche di ripresa utilizzate da Vertov mirano a cogliere la vita sul fatto, l’operazione del montaggio assume tuttavia nei suoi film e nei suoi scritti teorici un’importanza pari a quella che viene a esso attribuita dagli altri cineasti sovietici, e in un certo senso anche maggiore.
I Kinoki intendono il montaggio come l’organizzazione del mondo visibile.
di Laura Righi

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