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Il cinema e le correnti artistiche: cubismo, surrealismo, realismo poetico

Il cubismo

Il cubismo è uno dei più famosi movimenti artistici del ‘900, la sua data di nascita è collocata nel 1907 con la grande mostra dedicata a Cézanne, opere importanti sono: Les demoiselles d’Avignon di Picasso o i paesaggi di Braque. Il cubismo scompone gli spazi e gli oggetti in forme geometriche ponendosi il problema di restituire la tridimensionalità, il movimento, l’energia delle cose rappresentate; il cubismo moltiplica i punti di vista dentro il quadro. Questo movimento si trasmette presto al cinema, Fernand Leger sostiene che il cinema deve abbandonare la narrazione per diventare una danza di oggetti e di corpi libera, puro ritmo, musica di immagini; il cinema doveva diventare uno strumento per vedere cose mai viste. Ballet mecanique è una danza di oggetti, figure geometriche, volti ombre e luci, crea una sinfonia di oggetti e colori corredata da una musica cubista; protagonisti sono gli occhi che si aprono e chiudono continuamente, diventano spaventosi ingranditi dal primo piano, fra le inquadrature ritorna sempre un enorme primo piano dell’occhio.
Il futurismo viene ereditato dalle avanguardie, prime fra tutte il dadaismo fondato nel 1916 da Tristan Tzara, dura fino al 1923. “Dada” era una parola priva di senso che i dadaisti 
dicevano di aver preso a caso dal vocabolario, indica un’arte anarchica e senza scopo, una forza liberatoria priva di messaggi sociali o morali; parole ordine del movimento dada sono:
1. il pensiero si fa nella bocca, parlare per caso per poi capire;
2. chiunque è direttore di Dada, un attacco contro le gerarchie;
3. i veri dadaisti sono contro Dada, critica i tentativi di istituzionalizzare il movimento.

Il surrealismo


Ma il dadaismo fu solo distruttivo e ben presto stancò, anche se produsse alcuni capolavori come Entr’acte (Intervallo) di René Clair nato come intervallo, indica un cinema di immagini libere che giocano si associano e dissociano creando un film-balletto che esprime la gioia di vivere, anche qui appare spesso un grande occhio però immerso nel mare.
I dadaisti si ritrovarono in una situazione di vuoto intellettuale e questo fu il problema di partenza del surrealismo  il cui fondatore Andrè Breton si propone di scavare in profondità dentro l’animo umano e dietro l’apparenza del mondo. L’inconscio, la sessualità repressa, le culture di paesi lontani diventano nuovi strumenti di conoscenza per vedere il mondo al di fuori dei modelli tradizionali, uno dei padri fu Apollinaire infatti usa la parola surreale nel suo dramma Le mammelle di Tiresta, ma anche Rimbaud consapevole dell’alterità presente in ognuno e che sarà un tema fondamentale del surrealismo e Baudelaire con il suo dandysmo contro tutte le mode. I surrealisti considerano il cinema popolare e il Manifesto del surrealismo del 1324 è una grande rivoluzione intellettuale nel 900. Freud fino ad allora ignorato, divenne fondamentale per i surrealisti, anche se l’idea di un inconscio primitivo, passionale e violento spaventava. Il maggior film surrealista Un Chien Andalou (Buñuel, Dalì) è uno sguardo dritto e crudele nelle parti più profonde della psiche. Un’altra invenzione del surrealismo è l’abolizione del confine tra sogno e veglia come  la“scrittura automatica” che consiste nello scrivere in uno stato di semiaddormentamento, le “immagini ipnagogiche” a metà tra veglia e sonno che interessano Dalì.
Un altro tema è il folle amore che travalica ogni confine; ma soprattutto è l’occhio che sta al centro del surrealismo,un occhio che i surrealisti vogliono aprire crudelmente per farci vedere quello che finora non abbiamo visto. Un chien andalou inizia con una scena terrificante in cui un uomo con un rasoio taglia l’occhio a una donna che guarda la luna,il taglio dell’occhio è un gesto surrealista, indica la penetrazione al di là di tutte le frontiere, rappresenta un uomo e una donna attratti dal desiderio ma che non riescono a congiungersi e l’uomo inciampa in una serie di presenze che indicano il suo inconscio, tutto si avvolge in uno spazio senza tempo e in un tempo senza spazio che cambiano continuamente e senza coerenza; immagini terribili sono date dall’androgino, la mano coperta di formiche o tagliata, la faccia senza bocca che simboleggiano un nuovo cinema, nel finale i due sono sepolti nella sabbia vicini ma senza potersi toccare; L’age d’or (Buñuel) mostra un modo di crimini e violenze feroci e termina con una scena in cui Gesù è identificato con il marchese de Sade, questa blasfemia mischia sacro e profano in un abisso di terrore, fece allontanare Buñuel che nel 1932 tornò in Spagna e realizzò un documentario Las Hurdes in cui mostra con immagini crudeli di un paese povero dimostrando che il surrealismo non è solo fantasia, ma soprattutto osservazione spietata della realtà. 
A metà strada tra i movimenti d’avanguardia sono le opere di Duchamp come Anemic cinema in cui parla di un “cinema anemico” povero di senso ma forte.
Con il surrealismo nasce anche l’idea di cinema lirico ossia un canto composto con immagini anziché parole. Man Ray ne L’etoile de mer mostra qualcosa che accade aldilà di un vetro che impedisce di capire. Jean Cocteau realizzò Le sang d’un poète in cui un giovane artista passa attraverso uno specchio per entrare in un mondo sconosciuto, la metafora dello specchio che porta all’ignoto è una delle più affascinanti idee surrealiste, gli specchi mostrano la morte al lavoro perché mostrano i cambiamenti verso la morte e anche il cinema mostra il tempo che passa. A partire dal surrealismo il cine,a apre una finestra sui sogni e sugli incubi, sui ricordi, le passioni proibite i grandi amori, tutti elementi che ritroviamo oggi in Croneberg, Argento, ma anche in Hitchcock .
Il surrealismo avrà seguaci anche nei paesi latinoamericani ed africani perché è il primo grande movimento artistico basato su altre culture.

Il realismo poetico


Il primo diretto erede fu il realismo poetico francese sintesi di poesia e narrazione attraverso la manipolazione soggettiva delle inquadrature. I francesi mostrano lo stato d’animo dei personaggi e nasce una soggettiva psicologica, sentimentale, diversa da quella del cinema classico, ad esempio la soggettiva di un personaggio ubriaco sarà traballante e oscillante, Nel film L’inhumain Marcel L’Herbier mostra il paesaggio visto in soggettiva da una macchina in corsa: tutto si deforma nella velocità anche lo schermo si divide in due parti come se scorresse ai due lati dell’automobile. Abel Gance in Napoleon usa effetti ancora più intensi dividendo lo schermo in dodici quadrati che mostrano ciascuno un’azione differente. 
Una sintesi di veduta oggettiva e soggettiva è l’opera di Jean Epstein che vede nel cinema un nuovo strumento di conoscenza che unisce ragione intuizione, pensiero e azione, nel film Cuore fedele racconta la storia d’amore tra sue poveri giovani marsigliesi ma ciò che emerge è il paesaggio con uno stile che d’allora in poi sarebbe stato chiamato impressionismo cinematografico, famosa è l’inquadratura in cui mostra il volto di Maria sul mare e i suoi occhi tra le onde. Hitchcock prenderà molte idee dalle avanguardie francesi.
L’autore più importante che raggiunge un magnifico equilibrio tra avanguardia e tradizione è Jean Vigo che unisce realismo e soggettività, è uno dei primi a produrre da solo i film e con pochi mezzi, realizzò due grandi cine-poemi: Zero de conduite dove alterna descrizioni affettuose dei ragazzi con alcune più feroci degli adulti. L’Atalante dove racconta il viaggio,l’amore e la solitudine di due sposi, ad un certo punto la donna scappa con un ambulante  e Jean la cerca nel fiume e sott’acqua la vede trasformata in sirena(scena molto famosa perché è una soggettiva rallentata e costituisce uno dei più bei sogni ad occhi aperti che il cinema abbia mai raccontato), il suo massimo pregio è la semplicità delle immagini e rende fantastiche anche quelle più comuni. 
Al realismo poetico appartiene anche Renoir, figlio del poeta Renoir da cui ereditò la sensualità, la dolcezza e l’amore per la vita. Nana dell’omonimo romanzo di Zola fa emergere una sensualità mai vista,a m i due film più importanti sono La grande illusione (1937) considerato al più bella storia raccontata dal cinema e narra di 4 soldati che si incontrano confrontandosi sulla guerra, ma tutti sono sconfitti dalla crudeltà della vita; La regola del gioco è una tragica commedia degli equivoci dove i sogni di libertà, amore  e amicizia si mescolano con un caos comico tragico e portano alla morte del più debole. Sotto il suo obiettivo per la prima volta si mostrano corpi veri dalla consistenza fisica e sensuale e non divi; Renoir guarda il mondo con amore. Nuova è anche la tecnica di ripresa, filmava con lunghe inquadrature senza stacchi di montaggio e usava vecchi obiettivi con una grande profondità di campo che permetteva di avere a fuoco contemporaneamente le cose vicine e quelle lontane, così il suo cinema recupera la ricchezza del cinematografo delle origini e restituisce allo spettatore il disordine del mondo reale; con Renoir nasce ufficialmente il piano-sequenza  ossia un’inquadratura molto lunga che comprende tutto un episodio spesso in profondità di campo, è abbellito dai movimenti della cinepresa con panoramiche e carrelli.
La ripresa acquista sempre una connotazione soggettiva, rappresenta l’intera durata temporale e l’unità dello spazio. Il cinema è sempre finzione e il realismo soprattutto, il piano-sequenza non è riproduzione del reale ma effetto di reale che dà la sensazione del cinema. Significativa nel piano-sequenza è l’importanza del fuori campo, i personaggi si muovano molto liberamente senza tenere conto della cinepresa, entrano ed escono continuamente dal quadro, ne deriva un “effetto-finestra” come se neppure il regista sapesse precisamente cosa sta accadendo. Vigo e Renoir saranno il tramite fra le avanguardie francesi e il cinema moderno.
Un maestro del realismo poetico che avrà molta influenza sul cinema italiano e americano è Marcel Carnè a cui si devono film sospesi tra sogno e realtà, pieni di personaggi che agiscono in stato di ipnosi; qui il surrealismo si collega alla narrazione, protagonisti sono le città ricostruite in studio, la sua poetica della sospensione fra due mondi raggiunge in vertice nel Hotel du Nord (1938) storia d’amore ambientata in un albergo che sembra il confine del mondo. Carnè costruisce film che sono sinfonie di luce e grigio,rappresentano stati d’animo. 
Il cinema nasce per documentare la realtà, ma le prime vedute sono soppiantate dal cinema di finzione, pochi documentaristi raggiungono una fama come Robert Flaherty che crea la docu-fiction ossia mescolanza di finzione e documentario; in Nanook of the North (1922) rappresenta gli eschimesi con una lieve narrazione, con Flaherty spesso si è parlato di “presa diretta sulla realtà” ma il cinema non è mai reale, il documentario non esiste senza interpretazione, è un connubio di soggettività e conoscenza. Un altro grande documentarista europeo è Ivens che crea alcuni piccoli cortometraggi lirici come (Regen, pioggia 1929)ma ha fatto anche documentari politici e sociali;anche Grierson è un importante documentarista e anche il primo teorico del cinema documentario, sostiene che il documentario non è riproduzione oggettiva,ma osservazione soggettiva della vita.
di Anna Carla Russo

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