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La Dichiarazione di Laeken e la Convenzione Europea

La Dichiarazione di Laeken, approvata al Consiglio Europeo nel 2001, sull'avvenire dell'UE, sottolinea l'importanza di alcune sfide democratiche per l'Europa:
- l'allargamento (i maggiori problemi relativi all'allargamento sono: maggioranza qualificata, rotazione semestrale della presidenza, PESC);
- la globalizzazione, che porta l'esigenza di un avvicinamento delle istituzioni ai cittadini (questi sentono di non essere coinvolti e richiedono un migliore controllo democratico),
Per preparare la Conferenza Intergovernativa il Consiglio Europeo ha convocato una Convenzione presieduta da Giscard D'Estaing che ha iniziato i propri lavori a Bruxelles nel 2002. I temi che questa dovrà affrontare sono:
- ruolo dell'UE nel mondo;
- ripartizione delle competenze tra UE e stati nazionali;

- semplificazione dei Trattati e progetto di Costituzione europea che includa la Carta dei diritti fondamentali.
La convenzione dovrà agire per attuare il disegno unitario di una federazione di stati nazione proposta da Dèlors. La convenzione deve essere considerata un'Assemblea Costituente. 
I propositi di cambiamento sono:
- la Commissione (con massimo 20 membri e ruolo del presidente rafforzato) deve diventare il vero governo dell'UE;
- il Parlamento Europeo deve potere godere realmente della procedura di codecisione legislativa col Consiglio dei Ministri;
- il Consiglio dei Ministri va riformato come Camera degli Stati, e deve fare un uso maggiore del voto a maggioranza qualificata;
- il Consiglio Europeo deve indirizzare ma non interferire con l'attività di governo dell'UE; il sistema di presidenza a rotazione deve sparire, ed è prevista la possibilità dell'elezione di una presidenza permanente per un biennio.;
- operare per un rafforzamento e estensione della PESC, l'allargamento non deve essere un freno ma il contrario.
Il rischio di un fallimento della Convenzione è gravissimo. Il nodo principale non è solo l'approvazione della Costituzione ma il rapporto tra una coerente soluzione comunitaria e il residuo potere intergovernativo della PESC.

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