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La quantificazione dei redditi

Redditi in natura e valore nominale

Vi sono redditi monetari e redditi non monetari, ossia redditi in denaro e redditi in natura.
I redditi in natura possono essere costituiti da beni o servizi; ad essi deve essere attribuito un valore monetario: il cosiddetto valore nominale, che è dato dal “prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari”.

Reddito lordo e reddito netto


Nel sistema delle imposte sul reddito, il reddito che viene tassato è quello netto, ossia al netto dei costi.
Costi deducibili sono soltanto quelli “inerenti” alla produzione del reddito tassato.
Per i redditi di capitale non sono ammessi in deduzione i costi di produzione; la ragione non sta nel fatto che il legislatore intende tassarli al lordo, ma nel fatto che, di regola, non vi sono costi.
La tassazione al lordo dei redditi di lavoro dipendente risponde all’esigenza di semplicità applicativa (vi sono però detrazioni dall’imposta).

Redditi e deprezzamento monetario


Il reddito sottoposto all’imposta è una grandezza monetaria.
Il deprezzamento della moneta pone, al legislatore, diversi problemi:
a. se la base imponibile dell’imposta debba essere depurata dagli incrementi puramente nominali;
b. se la misura dell’imposta debba essere adeguata al deprezzamento della moneta.
Il nostro sistema dell’imposizione sul reddito non dà rilievo a tali fenomeni monetari: sono necessari appositi interventi normativi per dare rilievo alle conseguenze dell’inflazione.
Taluni parametri di liquidazione dell’imposta (scaglioni delle aliquote, l’importo delle detrazioni dall’imposta e limiti di reddito che condizionano le detrazioni), sono soggetti a revisione, quando la variazione dell’indice ISTAT supera una data soglia.

di Stefano Civitelli
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