La mancata attuazione dell'art.39 della Costituzione:

Questa pagina è tratta da: Diritto sindacale (riassunto) di Alessandra Infante.

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La mancata attuazione dell'art.39 della Costituzione

L'art.39 Cost., dopo aver previsto nel primo comma che l'organizzazione sindacale è libera, e che quindi i sindacati possono regolarmente esercitare la propria attività e prevedere, tramite la scelta dei lavoratori/categorie professionali da tutelare, quale sarà il proprio campo di applicazione, prevede nei commi 2,3, e 4 che i sindacati siano sottoposti a registrazione, per la quale è necessaria la democraticità degli statuti e che, in forza della registrazione, essi acquisiscano personalità giuridica, potendo stipulare contratti con efficacia ne confronti di tutti, erga omnes. 
Il disposto dell'art.39 riflette anzitutto la volontà di una parte politica che voleva salvare il sistema corporativo, modificandolo nel punto della libera elezione dei dirigenti, ed in secondi la volontà di un'opposta parte politica che non voleva intromissioni da parte dello Stato. 
I commi in questione, infatti, rimangono tuttora inattuati: essi, non essendo dotati di efficacia diretta nell'ordinamento, necessitavano di un intervento da parte del legislatore, intervento che non è mai arrivato per una serie di ragioni: 
La registrazione avrebbe potuto essere un mezzo di intromissione dello Stato ed avrebbe comportato un controllo degli iscritti ai vari sindacati, il che avrebbe inciso, in una ipotetica fase di contrattazione, sulla rappresentanza negoziale del sindacato: la Cisl, a quel tempo minoritaria, avrebbe visto il proprio ruolo sminuito rispetto all'antagonista di sempre, la Cgil, e pertanto si oppose alla all'attuazione della norma costituzionale; 
L'idea, tipica del sistema corporativo, che un sistema sindacale di diritto dovesse prevedere obbligatoriamente la personalità giuridica dei sindacati e l'efficacia erga omnes dei contratti, è stata via via abbandonata; 
Il sistema sindacale di fatto esistente ha assunto sempre maggiore importanza, tramite lo strumento della contrattazione collettiva, e lo stesso legislatore ha, nella prassi, accettato l'idea di un sistema di tal genere. 
Benché i sindacati abbiano evitato, in forza della mancata attuazione dell'intero articolo 39, di "contarsi", cioè di scendere in campo con il numero dei propri iscritti ben chiaro, essi hanno perso il potere, ben più ampio rispetto alla mera contrattazione collettiva attuale, di stipulare contratti valevoli per le intere categorie rappresentate. 
N.B. leggendo poche pagine del libro o di questa rielaborazione si intuisce bene l'andamento pro sindacale dell'autore ed il suo orientamento politico. Il sottoscritto, però, invita i propri colleghi studenti ad una riflessione che esuli dal proprio "credo politico": l'autore sottolinea, in linea con altri autori prima di lui, che l'applicazione data dell'art.39 non costituisce inadempimento costituzionale. Basta leggere l'art.39 al comma 2 per capire che le cose non stanno esattamente come ce le raccontano: il codice parla di "obbligo" dei sindacati alla registrazione, non di mera facoltà per garantire la possibilità di stipulare contratti con efficacia erga omnes, come invece dice il libro. Il comma 2, infatti, si presenta indipendente rispetto al comma 4. Vi invito alla riflessione, al di là, ripeto, di quale sia la vostra idea politica ed al di là della simpatia che tutti nutriamo per i sindacati che spesso, ma non sempre, tutelano i lavoratori.
di Alessandra Infante