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Il regime dei cambi fissi ma modificabili


Gli accordi di Bretton Woods stabiliscono che l’oro è il comune denominatore del sistema ed il dollaro USA è l’unica moneta con un effettivo collegamento con l’oro. Il dollaro ha una duplice funzione: strumento di riserva e mezzo di regolamento internazionale.
I paesi devono mantenere i tassi di cambio entro una banda di oscillazione dell’1% al di sopra o al di sotto della parità.
L’intervento della banca centrale diretto al mantenimento del tasso di cambio entro i margini stabiliti in via ufficiale implica una variazione del livello delle riserve internazionali:
• In aumento: se lo squilibrio si a dovuto ad i eccesso di offerta sulla domanda di valuta
• In diminuzione: se lo squilibrio sia dovuto ad un eccesso di domanda sull’offerta.
In entrambe i casi, in caso di deficit, le riserve non possono aumentare in misura illimitata, in quanto il deficit può essere finanziato solo in via temporanea.
L’art. 4 sez. 5 prevede la possibilità di modificare la parità della moneta del paese che ne fa richiesta, purché la sua bilancia dei pagamenti si trovi in uno stato di squilibrio fondamentale.
Le banche centrali hanno la facoltà di variare il tasso di cambio per correggere una perturbazione di carattere strutturale della bilancia: il gold exchange standard ha caratteri sostanzialmente diversi rispetto al regime dei tassi fissati rigidamente.
Tratto da POLITICA ECONOMICA di Alessandro Remigio
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