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DERIVATI


Sono un utile strumento per chi fa attività di risk management perché hanno la capacità di trasferire i rischi ad un’altra controparte o al mercato latu sensu, di fare hedging(attività di copertura su posizioni a rischio preesistenti e aperte sui propri libri contabili) e sono un utile strumento per speculare sulle variabili di mercato sottostanti a questi strumenti, che per loro natura hanno un payoff, valore che deriva dal sottostante che è un’altra variabile di mercato e può consistere in azione, obbligazione, tasso d’interesse, tasso di cambio, paniere di strumenti equity, commodities, merci, ecc. SI parla del comparto dei derivati esiste dalla seconda metà del secolo scorso, anche se i primi futures sono stati fatti nei primi del Novecento, i futures sul grano a Chicago. Tanti di questi strumenti finanziari sono costruiti a tavolino nei laboratori di ingegneria finanziaria, un’attività che ha avuto una battuta d’arresto temporanea con la crisi finanziaria internazionale (piramide di Maldoff).

I Pigs sono: Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna. Il paese sulla cresta dell’onda questi giorni è l’Irlanda, perché il problema non è sui titoli di Stato assorbono il rischio di controparte del settore bancario, fortemente esposte e c’è il forte rischio che non riescano a rispettare i loro impegni. Se io avessi in portafoglio un titolo di Stato irlandese con caratteristiche che soddisfino le nostre aspettative, se dobbiamo monitorarne il mark to market della posizione guardiamo a duration (media ponderata che rappresenta la vita finanziaria legata al rendimento e agli interessi) e altre variabili di mercato come la curva dei tassi sovereign(da sovranational, sovreign, corporate, equità), lo spread della Germania(è molto solida, definizione di merito di credito: capacità di assolvere in tempo dinamico le proprie esposizioni in termini di uscita di cassa), Pil, tasso d’inflazione, deficit e tasso di disoccupazione. Se io sono il vostro benchmark, noi da lui avremo una certa distanza, misurata finanziariamente con lo spread che per abitudine dovuta al fatto che per 50 anni la Germania è stata la locomotiva d’Europa e quindi si è fatto riferimento proprio alla Germania, il bund è il titolo più sicuro al mondo, addirittura sotto la pari.  I future sotto i bund rappresentano la forma migliore per coprire l’esposizione del rischio di tasso, perché i futures sono strumenti di tipo lineare perché sono un prezzo a termine contrattato.
La distanza italiana al momento dalla Germania è 180 punti base, sono un premio al rischio, ma se fossi una banca disposta a fare l’assicuratore, se avesse tanti btp in portafoglio potrei sottoscrivere una sorta di assicurazione. L’assicurazione: ci cauteliamo contro un rischio, pagando un premio.

Tratto da MATURITY LADDER di Fabio Porfidia
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