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Fondi Strutturali


I fondi strutturali sono finalizzati al raggiungimento della coesione sociale e economica, e a ridurre le disparità tra le varie regioni dell'UE. I fondi hanno le finalità di sostegno delle aree + svantaggiate e in ritardo rispetto al processo di integrazione economica, per la maggior parte sono stanziati per le regioni dell'obiettivo 1, cioè quelle regioni il cui pil pro capite è inferiore al 75% della media europea.

POLITICHE DI SVILUPPO NELLE REGIONI:
Il mercato unico rappresenta un fattore importante per implementare le politiche europee di sviluppo regionale ed è stata preceduta dalla riforma del 1989 che ha previsto il coordinamento di tutti i fondi, secondo i principi di concentrazione territoriale e finanziaria, di programmazione e di partnership. Anche se con lentenzza, i fondi sono continuati a crescere in termini assoluti dal 93 e sono stati allocati secondo piani pluriennali di assistenza, e secondo il principio di concentrazione territoriale al fine di promuovere lo sviluppo delle regioni meno privilegiate. Nel complesso i fondi sono destinati alla realizzazione di piani regionali e di programmi multiregionali e nazionali. I programmi definiscono le priorità che cambiano da regione a regione, anche di uno stesso paese. Nei primi 2 periodi di programmazione le infrastrutture e la protezione dell'ambiente sono state le aree privilegiate. Comunque le strategie di sviluppo hanno messo in evidenza degli squilibri nella realizzazione di un efficace coesione economica e una asimmetria nella distribuzione dei fondi.
Dopo la riforma si registra la mancanza di convergenza regionale che ha accentuato le disparità e un rallentamento della coesione economica. Le analisi evidenziano che tenendo costante l'effetto della crescita nazionale, non emerge alcun processo di convergenza regionale nell'UE.

IMPATTO DEI FONDI SULLA CRESCITA REGIONALE: l'incidenza dei fondi sulla crescita economica è influenzata da fattori culturali, ambientali e istituzionali.
I risultati sono maggiori per l'insieme delle regioni europee, anziché x le sole regioni arretrate. Ma se si dividono i Fondi tra piani di sviluppo regionale e programmi multiregionali, i valori positivi si attenuano, ciò dimostrerebbe il modesto impatto dei Fondi sulla crescita economica, almeno nel breve periodo.

STRATEGIE DI SVILUPPO NON EQUILIBRATO: perchè questi fondi hanno avuto effetti limitati sulla convergenza regionale?
- il processo di creazione dell'UE ha favorito la concentrazione delle attività economiche nelle aree centrali e ha accentuato la debolezza delle regioni periferiche, poro orientate al mercato.
- Effetti distorsivi di alcune politiche protezionistiche di aziende nazionali che, concentrando i benefici finanziari nelle regioni del centro, hanno contrastato gli effetti del programma di coesione.
- Problemi specifici delle politiche di sviluppo ( producono effetti nel medio e lungo termine, quindi dall'89 è troppo breve x valutare la riforma dei fondi). I fondi, nonostante in continuo aumento, sono ancora insuffucienti per un impatto sulla crescita. I fondi previsti non garantiscono alle regioni la forza per contrastare gli effetti negativi dell'integrazione europea. Lo sviluppo delle regioni ob 1 sono asimmetriche, perchè metà dei fondi OB1 è stata spesa nelle infrastrutture, trasporti, ambiente, settori che non generano crescita nel medio lungo periodo ma sono nel breve.
Anche il finanziamento all'agricoltura si è tradotto più in un sostegno reddituale che in una politica di sviluppo, visti gli effetti limitati ottenuti nel breve periodo. Delle variabili importanti sono il mercato del lavoro e la struttura socio-economica.
Una caratteristica importante del mercato del lavoro è la partecipazione dei giovani e delle donne, che incide sulla crescita economica in modo decisivo. Molte regioni ob 1 hanno bassi tassi di occupazione. Nel SISTEMA PRODUTTIVO gli interventi sono stati fatti a favore della piccola impresa, che opera in contesti difficili, poco aperti alla concorrenza, e a favore della grande impresa che hanno registrato pochissimi vantaggi. E' un sostegno più che promozione dello sviluppo.
Per le infrastrutture, il fallimento dell'ob 1 è dovuto al fato che l'impatto sull'att.economica non è mai immediato, ma richiede tempo per assorbire gli effetti. I miglioramenti con costruzioni di strade, ferrovie hanno apportato benefici alla qualità della vita degli abitanti, ma non hanno generato un dinamismo economico tale da incentivare maggiori profitti. L'unico investimento che ha fatto registrare effetti positivi è il capitale umano.
E' necessaria una revisione delle politiche di sviluppo a favore delle regioni meno privilegiate, perchè devono tener conto delle specifiche caratteristiche territoriali delle singole regioni. Bisogna attuare una migliore combinazione degli investimenti, una distribuzione + equilibrata tra i diversi settori, evitare la fuga dei cervelli.
Inoltre l'UE dovrebbe attribuire più competenze alle amministrazioni locali e solo così le politiche di sviluppo garantiscono una crescita stabile e la coesione economica e sociale, con dei notevili rendimenti economici.
Tratto da POLITICA ECONOMICA di Alessandro Remigio
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