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Spiega il modello Keynesiano per l’analisi del turismo

questo modello parte dall’identità contabile relativa al conto delle risorse disponibili e degli impieghi interni, considerando importazioni e prodotto interno, risorse impiegate per soddisfare la domanda di consumi finali interni, di investimenti, di spesa pubblica e di esportazioni. L’identità descrive la formazione del reddito nazionale in termini di beni e servizi prodotti dalla collettività, al netto dei beni intermedi trasformati in altri beni, indicandone la diversa natura fisica (consumi, investimenti, esportazioni). In un’economia aperta agli scambi con il resto del mondo non è detto che l’eguaglianza si realizzi: accanto alle acquisizioni di beni e servizi dall’estero e alle vendite all’estero di parte del prodotto interno, vanno considerati altri due fenomeni, e cioè quello dei redditi guadagnati all’estero dai cittadini nazionali e quelli nella nazione da cittadini stranieri, e quello dei trasferimenti di reddito da e per l’estero, entrambi non rilevati dal conto delle risorse e degli impieghi. I rapporti con il resto del mondo si esplicitano facendo risultare il reddito nazionale disponibile come la somma tra prodotto interno lordo, redditi dall’estero – redditi pagati all’estero e trasferimenti dall’estero – trasferimenti all’estero: questo reddito quantifica tutti i redditi di cui la nazione può disporre per consumi nazionali, effettuati da residenti, o per risparmi. Il prodotto interno può quindi essere inteso come somma del reddito dipendente dal livello degli investimenti, del reddito dipendente dal livello di spesa pubblica e del reddito dipendente dalle esportazioni, secondo un moltiplicatore il cui valore è determinato dalla propensione al consumo e dalla propensione alle importazioni.
di Elisabetta Pintus
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