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Differenze tra Dellic e Epstein riguardo il concetto di fotogenia:

- Delluc: Il film deve diventare naturale fino a confondersi con la natura stessa.
- Epstein: La nozione di fotogenia ha sfumature esoteriche e misticheggianti. La macchina da presa è il soggetto di un operazione alchemica che trasforma profondamente la realtà e produce visioni che non hanno nulla di naturale. “Il cinema è soprannaturale per essenza”.

Tuttavia Epstein si pronuncia in sostanza a favore di una manipolazione espressiva della colonna sonora. Inoltre l’idea che la funzione primaria del cinema sia la rappresentazione del movimento lo porta a privilegiare anche in ambito acustico la manipolazione della durata (ralenti).

Altri autori negli anni Venti in Francia aderiscono alle speculazioni sul concetto di fotogenia, senza però introdurre nel complesso novità di rilievo:
Moussinac. La fotogenia è quell’aspetto poetico estremo delle cose o degli uomini suscettibile di esserci rivelato esclusivamente dal cinematografo.
Kirsanov. Introduce la nozione di “silenzio del rumore”, associa la nozione di fotogenia al mutismo del cinema.

Anche nel contesto sovietico viene evocata la nozione di fotogenia:
Ejzenstejn. Ne da un interpretazione ultra razionalista. Secondo lui i processi lavorativi sono oltremodo fotogenici appunto perché in essi ogni gesto corrisponde in maniera organica alle varie fasi dello svolgimento di una data azione.
Pudovkin. Critica severamente il libro di Delluc. La pensa come Epstein e ripropone l’interpretazione funzionalista di Ejzenstejn.
Ejchenbaum. Per lui l’importanza della fotogenia sta nel fatto di aver introdotto nel campo cinematografico il principio della scelta del materiale in base a certe caratteristiche specifiche. Snatura completamente l’impostazione originaria di Delluc: se per quest ultimo è una qualità già presente potenzialmente in alcuni oggetti che il dispositivo cinematografico è in grado di portare alla luce e intensificare (ma non crea nulla), per il primo è la capacità del cinema di esaltare, attraverso le sue tecniche specifiche, qualunque oggetto, indipendentemente dalla sua peculiare struttura.
di Laura Righi

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