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L'economia europea nel XV secolo: tecnologia e nuova colonie

All'inizio del '400 le aree forti dello sviluppo europeo erano l'Italia del centro-nord e le Fiandre, caratterizzate dalla presenza di una borghesia mercantile e dalle attività ad essa connesse (credito). Queste aree gestivano i commerci nel Mediterraneo le une, del Mar Baltico e del Mare del Nord le altre. Verso la fine di questo secolo però i grandi viaggi di esplorazione messi in atto dai paesi iberici cambiano il baricentro e lo scenario economico del continente.

Il Portogallo era un paese povero e marginale nell'Europa, ma assolutamente proiettato verso l'oceano Atlantico; grazie alla personalità del principe Enrico il Navigatore, che organizza delle spedizioni con l'obiettivo di circumnavigare l'Africa fino ad arrivare all'oro del golfo di Guinea, bypassando il Sahara e il circuito dei mercanti arabi, e vi giungeranno alla metà del secolo. Un altro sovrano portoghese, Giovanni, riprende il finanziamento dei viaggi seguendo il percorso tracciato
da Enrico: nel 1488 Bartolomeo Diaz doppia il capo di buona speranza e 10 anni dopo Vasco da Gama raggiunge la costa occidentale dell'India. Questo fatto porta a scenari inediti: il commerco con l'India è quindi possibile anche attraverso una nuova via commerciale, la via oceanica, che è sotto il controllo dei portoghesi.

Alla fine del '400 la Spagna era impegnata nella fase conclusiva di un conflitto plurisecolare per la cacciata degli arabi dalla penisola, che sino al 1492, anno in cui si completo la reconquista controllavano l'Andalusia. La Castiglia, la regione di Madrid, è un altopiano dove era molto diffuso l'allevamento ovino transumante: la lana così prodotto arrivavano al Mediterraneo passando per la Catalogna (Barcellona) e l'Aragona, e, soprattutto la prima, era una grande città commerciabile assimilabile a Genova e Venezia.
Cristoforo Colombo, convinto della sfericità della terra, è altresì convinto che sia possibile raggiungere l'Asia passando attraverso l'Atlantico, e all'indomani della conquista dell'Andalusia riesce a ottenere Isabella di Castiglia il finanziamento di una spedizione che lo porterà a sbarcare nell'allora sconosciuto continente americano

Alla fine del '400 l'Europa si proietta fuori dei suoi confini.



La tecnologia è semplice, si evolve in modo lento e graduale.
L'energia utilizzata era un'energia umana o animale nel settore agricolo e dei trasporto, o derivava dallo sfruttamento dell'energia eolica e idraulica. Il calore (riscaldamento, siderurgia) era ottenuto dalla combustione di legname e di carbone di legna (non carbone fossile!). Questo quadro rimase inalterato sino al '700.
Nel '400 si ebbe comunque una certa evoluzione della tecnologia e del sapere, grazie anche all'invenzione della stampa che permise una circolazione molto più massiccia dei libri. Ciò offrì un importante contributo all'alfabetizzazione di più larghe fasce della popolazione, ed ebbe importanti risvolti socio-culturali oltre che, in minor parte, economici.
Altre due importanti innovazioni risalenti a quel periodo:
- l'utilizzo della polvere da sparo per le armi da fuoco, che dotarono i popoli dell'Europa di nuovi armamenti e che ebbero conseguenze sia sul piano urbanistico, per quanto riguarda la costruzione dei sistemi di fortificazione e difesa, che economiche, in quanto si venne a creare un nuovo settore di produzione.
- il miglioramento della tecnica di costruzione delle navi a vela, che sono il presupposto per i viaggi di esplorazione.
La combinazione armi da fuoco-navi a vela fu l'asso nella manica dei popoli europei, che permise loro di cominciare a dominare il mondo dando seguito ai loro viaggi di esplorazione.
di Silvio Traverso
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