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Capitale circolante e politiche del credito commerciale

Rilevanza del capitale circolante nel processo di allocazione delle risorse
La dinamica del capitale circolante va considerata a tutti gli effetti come una delle determinanti essenziali dell’autofinanziamento. Una contrazione del capitale circolante produce una generazione di liquidità, mentre a una sua dilatazione consegue sempre un assorbimento di risorse umane.
Se è vero che una crescita dimensionale del circolante fa seguito a un assorbimento di liquidità, la conseguenza immediata è che lo stesso deve a tutti gli effetti essere considerato come qualsiasi altro investimento. D’altra parte le aspettative nei suoi confronti non sono per nulla dissimili da quelle relative a un impiego in attività di altra natura: al flusso negativo iniziale ci si attende facciano seguito entrate monetarie incrementali. Esso dunque va valutato similmente agli altri impieghi di attività estranee alla gestione corrente, al fine di giudicarne la redditività potenziale e le prospettive di creazione di valore.
L’unico elemento tangibile di diversità rispetto alle forme di investimento in attività fisse concerne il fatto che le scelte attinenti al circolante sono talvolta reversibili, mentre ben più difficilmente lo sono quelle relative agli investimenti “fissi”. Per questa ragione la valutazione della convenienza economica  di un investimento in circolante potrà prestarsi, almeno in certe condizioni, all’applicazione di metodologie “monoperiodali”. Si tratta di criteri impostati sull’osservazione dei risultati di un unico periodo successivo alla decisione di investimento.

Il credito commerciale. Il credito commerciale è l’investimento che consegue all’ultima fase del ciclo caratteristico di acquisto, trasformazione e vendita. In prima istanza le sue dimensioni dipendono dalle dilazioni di pagamento concesse ai clienti per il regolamento degli acquisti; queste ultime determinano poi l’ampiezza del ciclo finanziario e conseguentemente dei fabbisogni/surplus legati alla gestione corrente.
Le dilazioni di pagamento consentono alla clientela di acquistare merci o servizi anche in temporanea assenza delle risorse necessarie, e più in generale ne favoriscono l’elasticità finanziaria. A tale funzione primaria, se ne possono associare altre derivate, tra cui:
La possibilità di verificare la rispondenza dei prodotti acquistati alle caratteristiche desiderate.
L’opportunità di rendere i pagamenti più semplici e sicuri (anziché ad es. affidare il pagamento a un vettore)
La generazione di vantaggiose possibilità si arbitraggio (valutazione economica comparata tra pagamenti anticipati a prezzi ridotti o regolamenti posticipati a prezzi pieni).
Il credito viene generalmente considerato come una componente determinante del marketing mix. Le dilazioni di pagamento rappresentano frequentemente uno strumento competitivo così potente da condizionare fatturati, margini operativi e i risultati periodali delle imprese di numerosi settori.
di Alessia Chiovaro

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