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Il progetto del Parlamento Europeo e l'Atto Unico del 1986

Nel 1981, sotto l'impulso del Club du Crocodile di Spinelli, che sosteneva che il Parlamento Europeo dovesse avere più competenze, venne istituita una Commissione permanente all'interno del Parlamento Europeo per i problemi istituzionali, incaricata di elaborare una modifica degli attuali trattati.
      Nel 1982 la Commissione istituzionale del Parlamento Europeo produsse un progetto di Trattato di Costituzione per riunire i vari Trattati istitutivi. Il progetto si sviluppava lungo due diverse linee di impegno: da un lato l'azione comune nelle sfere di competenza esclusiva della Comunità, dall'altro la cooperazione nelle altre sfere, anche nazionali (principio di sussidiarietà). Il progetto fu ostacolato da quanti non desideravano un ampliamento dei poteri del Parlamento Europeo. L'unico modo per vedere approvato il progetto era scavalcare il Consiglio dei Ministri e raggiungere direttamente gli Stati agendo sulle procedure di ratifica, come aveva proposto Spinelli. Il progetto intanto venne approvato dal Parlamento Europeo, passando poi al Consiglio Europeo di Fontainbleau del 1984, che istituì un Comitato per trovare un compromesso con gli ostacoli posti da Gran Bretagna e Danimarca. Nel Consiglio Europeo di Milano del 1985, venne convocata una Conferenza Intergovernativa che si svolse in Lussemburgo nel 1986, dove l'Atto Unico fu infine approvato. Le conferenze intergovernative devono però deliberare all'unanimità, dunque sono inevitabili ridimensionamenti e compromessi. Proprio per questo il governo italiano, prima della firma richiese una nuova approvazione da parte del Parlamento Europeo, mentre il governo danese decise di procedere a un referendum popolare. La firma definitiva perciò avvenne successivamente all'Aja.

Il progetto finale presentava quattro punti fondamentali:
1. attuazione del mercato unico comunitario entro il 31 dicembre 1992;
2. istituzionalizzazione della cooperazione politica europea attraverso la creazione della CPE gestita dai Ministri degli Esteri e un membro della Commissione, con un suo segretariato a Bruxelles;

3. allargamento delle competenze comunitarie a nuovi settori (politica monetaria e coesione sociale ed economica - FEOGA, FSE, FSR);
4. introduzione di alcune modifiche di natura istituzionale. Le competenze previste dall'Unione possono essere esclusive (politica monetaria), concorrenti (ambiente, agricoltura) o potenziali (cooperazione politica e di difesa).

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