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Responsabilità della crisi del 2008


La colpa della crisi non è la crisi subprime, il problema è quello che si è fatto con questi prodotti, una strutturazione finanziaria complessa dei prodotti speculativi addirittura giunta al quinto livello e il leverage che è stato fatto per soddisfare i rendimenti richiesti da ingenti quantità di capitale. Si prendono tranche di singoli portafoglio sottoposti già a rating e si eleva il rendimento per n posizioni, sono individuate due barriere: se il sottostante non performa come di dovere, ci possono essere effetti domino dell’accadimento di default. Esistono prodotti credit linked swap, sono obbligazioni legate al rischio di credito, i rendimenti offerti erano superiori.  Lo spread Italia - Germania è una sinusoidale, non falliamo come Paese perché da tanti anni siamo tra il 105 % e il 110% del debito/Pil, altri Paesi ci sono arrivati da pochissimo.
Il merito di credito che entra in gioco nella raccolta interbancaria è notevolmente peggiorato: Unicredit raccoglieva a 20 basis points, ora 200 basis points a meno di contesti molto particolari, ciò deriva dall’aumento del rischio di controparte. Sul mercato esiste la possibilità di negoziare contratti di protezione/speculazione anche sul rischio bancario. L’attore terzo insinuatosi nell’economia, a parte gli Stati, è stata la Bce che ha condotto a un eccesso di liquidità nel sistema: secondo una ricerca l’evoluzione dei mercati sarà, le cartolarizzazioni cresceranno del + 100%. Ci si è adagiati su una comodità della raccolta a brevissimi con tassi bassissimi.
Il grande problema della Bce è capire come scongiurare il problema di crisi settoriali e di comparti. Stiamo tornando a riequilibrare il mercato, il debito finanziario e il debito subordinato vanno guardati nei grafici.
Adesso c’è un numero di attori in calo, c’è calo dei nomi coperti, perché le situazioni di crisi sono gestite a livello politico.
Tratto da MATURITY LADDER di Fabio Porfidia
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