Definizione di "Musicoterapia"

La musicoterapia può essere paragonata alla vibrazione primigenia creatrice presente in tutte le culture. Sviluppatasi nel bacino del mediterraneo come utilizzo del suono per curarsi e curare, ha origini negli antichi canti propiziatori, come pure nei ritmi usati per evocare divinità in grado di far guarire dalle malattie.
Si può dire che ogni cosa è una vibrazione, e che la vibrazione stessa sia la determinante degli effetti fisici, per cui una pietra è tale perché ha una certa frequenza vibratoria. Mentre la materia è suono solidificato, il colore è vibrazione visibile. La risonanza è il fenomeno grazie al quale si può entrare nel campo dell’altro. Noi stessi, infatti, siamo l’espressione di una nota fondamentale e di tanti armonici che creano gli accordi.
La musicoterapia è stata utilizzata negli USA dopo la seconda guerra mondiale per favorire la rivisitazione dei traumi nei veterani e permetterne una elaborazione. La musicoterapia da sola non guarisce, ma va associata ad altri strumenti. Si può esemplificare la sua azione paragonandola allo Svitol, che aiuta a fluidificare ciò che è arrugginito. Per poter curare la musicoterapia deve sempre essere contestualizzata: importanza fondamentale lo ha il setting. Sono quindi importanti la respirazione, la qualità del suono, ma anche il contesto e le caratteristiche dell’ambiente: illuminazione, ecc. Bisogna tener conto del tipo di patologia, perché tipologie diverse richiedono ritmi ed onde diverse: vanno somministrati brani musicali adatti a stimolazioni specifiche.

Info al sito: www.marcoavena.it

di Marco Avena [Visita la sua tesi »]