Forme e metodi del gioco didattico nella scuola primaria

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Francesca Caroli Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 30546 click dal 06/07/2010.

 

Consultata integralmente 51 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Francesca Caroli

Mostra/Nascondi contenuto.
16 Gli insegnanti dovrebbero rimanere sempre presenti al bambino e intervenire solo in caso di necessità, creando un ambiente favorevole per l’esplorazione e l’apprendimento spontaneo. Circa cinquant’anni fa ai bambini non sempre veniva riconosciuto il diritto al gioco, perché oltre che andare a scuola, erano costretti a lavorare. Il gioco rappresentava la parte residuale della giornata, proprio perché considerato superficiale. Ma i bambini facevano di tutto per ritagliarsi un po’ di tempo per giocare e costruirsi giocattoli. Purtroppo anche oggi accade che il gioco venga considerato come superficiale e secondario rispetto agli innumerevoli impegni della giornata. Secondo molti studiosi, il gioco è una delle componenti principali nella formazione psico-fisica dell’individuo, è occasione di socializzazione e apprendimento, abitua alla competizione, alla riflessione e al rispetto delle regole. Rappresenta un vero e proprio allenamento che il bambino compie inconsapevolmente per avvicinarsi e adattarsi alla società degli adulti; giocando il bambino misura l’ambiente, prende coscienza dello spazio e impara a vivere. 21 Nel parlare di relazioni tra bambini, non possiamo non parlare di gioco, poiché è il linguaggio più naturale con il quale loro si esprimono. Lo stesso Freud ha rilevato l’importanza del gioco per il bambino: esso non è solo un divertimento o un passatempo, ma costituisce un modo per comprendere meglio le proprie esperienze emotive. Al gioco, infatti, il bambino affida le proprie emozioni, i propri pensieri e ricordi. Grazie al gioco la relazione esce, quindi, da una dimensione legata al piano cognitivo, prendendo in considerazione quello emozionale. 1.3. Il gioco per entrare in relazione e creare il gruppo. La socializzazione è l’insieme di quei processi che permettono la trasmissione dei valori e dei modelli di ciascuna società da una generazione a quella successiva. 22 L’acquisizione di tali modelli è uno dei compiti principali dell’infanzia ed il modo in cui i bambini vi si adeguano, ed eventualmente li adottano, rappresenta il soggetto principale nello studio della socializzazione. Questo processo non comincia con principi morali di carattere generale del tipo “tu non dovresti…”, dal momento che questi sono, per i piccoli, principi troppo astratti da afferrare. 21 P. Turano, “Il gioco”, da www.giochitradizionali.it 22 H.R. Shaffer, “Lo sviluppo sociale”, Cortina Editore, pag. 271
Estratto dalla tesi: Forme e metodi del gioco didattico nella scuola primaria