La tesi del giorno
La presidenza di Nicolas Sarkozy
"A partire dal momento dell’investitura a candidato dell’UMP alla Presidenza francese, nel gennaio 2007, Sarkozy ha attirato fortemente su di sé l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale a più riprese. Inizialmente come protagonista e vincitore di una competizione elettorale ricca di novità e colpi di scena. In seguito, per la sua decisione di affidare incarichi importanti a personalità esterne al suo partito e riconosciute per la loro competenza, come Bernard Kouchner e Dominique Strauss-Kahn".
Politico fortemente populista, o arguto stratega? Non lo sappiamo. Ma nella tesi
La presidenza di Nicolas Sarkozy Cristiano Congiu ci aiuta a capire meglio il personaggio e interpretare la Francia degli ultimi anni.
A suscitare interesse, specifica Congiu, "sono anche la sua imponente
presenza mediatica, le tante riforme, l’attivismo in campo internazionale (come nelle vicende delle infermiere bulgare e dell’Unione per il Mediterraneo), la vita privata ed il clamoroso calo nei sondaggi, un anno dopo la sua elezione all’Eliseo. L’interesse suscitato dalla sua ascesa dal rango di figlio di immigrati a quello di Presidente della Repubblica lo ha, di fatto, trasformato in un vero e proprio fenomeno editoriale-commerciale con un gran numero di libri pubblicati non solo in Francia, ma in tutto il mondo (in Italia ben sei nel 2007!)".
Nel caso di Sarkò la storia personale e la
vita privata hanno una certa importanza e influenza sulla sua attività politica. Più del solito. "Per esempio, il divorzio dalla sua seconda moglie Cécilia, lo ha influenzato negativamente e ha affievolito per un breve periodo (costato caro però) la sua determinazione sulle riforme". Senza parlare dell'ultimo matrimonio con la celebre Carla Bruni.
Durante la campagna elettorale del 2007, Sarkozy si è messo in gioco quale candidato alla presidenza della Repubblica con il bagaglio di esperienza raccolto in trent’anni di carriera politica e tre scommesse molto ambiziose. "La prima consisteva nel
risollevamento dell’economia francese, caratterizzata da una crescita ed un livello di potere d’acquisto troppo bassi e un debito pubblico troppo elevato. La seconda si riprometteva di riportare la Francia nel gruppo di testa dei
paesi economicamente più sviluppati del mondo e riconquistare così anche un’importanza politica di primo piano nel contesto internazionale. La terza, forse la più difficile, era quella di restituire ai cittadini francesi, tradizionalmente tra i più pessimisti d'Europa, la
speranza nei confronti dell’azione politica e del futuro".
La crisi economica mondiale ha colpito duramente anche la Francia, e il governo è stato costretto a rinunciare ad alcune importanti politiche che aveva in progetto (per esempio la riduzione del deficit pubblico fino al suo azzeramento) e a ricorrere a misure d’emergenza per limitare gli enormi disagi dovuti all’aumento vertiginoso dei prezzi (specialmente quello del petrolio, che ha provocato tra l’altro massicci scioperi come quello dei pescatori in tutta Europa) e alla perdita del potere d’acquisto dei consumatori. Di conseguenza, la rincorsa economico-politica alle grandi potenze mondiali quali Stati Uniti, Cina, Inghilterra e Germania è ancora lunga e difficile. Vedremo come si comporterà, rispetto a Sarkò, il nuovo presidente Hollande.
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