La tesi del giorno
I giovani e l’alcol
Da sempre l’uomo ha cercato un modo per allontanarsi dai problemi della vita quotidiana. Fin dall’antichità i popoli, sia orientali che occidentali, hanno sempre avuto a disposizione sostanze dalla cui fermentazione si potevano ricavare bevande alcoliche, e all’epoca, come oggi, il consumo moderato era considerato elegante, mentre ubriacarsi era ritenuto disdicevole. L’alcol, negli anni, ha conosciuto un periodo di grande diffusione, ma solo nel XIX secolo il mondo scientifico ha cominciato ad occuparsi dei danni causati dall’abuso. Raffaella Succi sottolinea come la cultura del bere nelle giovani generazioni si sta allontanando, sempre più, dalla modalità di consumo mediterranea, che considerava il vino parte integrante dell'alimentazione, per orientarsi verso modelli di ''binge-drinking'', vale a dire un abuso concentrato in singole occasioni. L’effetto prodotto, analizzato nella tesi Alcol e comportamenti sessuali nei giovani adulti: un'applicazione dell'Alcohol Myopia Theory, è un generale indebolimento dei processi percettivi, che i ricercatori chiamano ''miopia'', ed ha un’intensità che varia a seconda della quantità ingerita e delle caratteristiche individuali.
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