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La tesi del giorno

Mafia e pentiti

Mafia e pentitiA partire dal 1991, nella nostra legislazione sono stati imposti vincoli importanti al ricorso ai collaboratori di giustizia. Vincoli volti, in principio, a limitare le distorsioni che l’esperienza di applicazione dell’istituto ha fatto emergere.
Tali vincoli, tuttavia, hanno menomato l’efficacia di questo strumento nella lotta contro la mafia. E’ questa l’opinione che la dott.ssa Clarinda Maisto espone e argomenta nella sua tesi dal titolo Il crimine organizzato. Un'interpretazione alla luce della teoria dei giochi. In essa, il rapporto fra Stato e pentiti è preso in esame in un’ottica contrattualistica invece che etica o religiosa. L’autrice, infatti, pur evidenziando i limiti connessi all’adozione di una prospettiva beckeriana in merito all’argomento in esame, considera l’attività mafiosa come caratterizzata da un ''surplus operativo'' rispetto ad una attività criminale non caratterizzata dalla cooperazione, che in questo caso si basa su un ''patto di sangue''. E proprio nella capacità di rompere tale patto trova giustificazione l’impiego dei collaboratori di giustizia, sicché pare alla dott.ssa Maisto che, nel tentativo di porre riparo alle pur evidenti storture di tale istituto, si sia ridotto l’incentivo al pentimento degli ex mafiosi in misura tale da indebolire fortemente l’opera di contrasto messa in atto dalla magistratura.

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Il crimine organizzato. Un'interpretazione alla luce della teoria dei giochi
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