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Peter Handke: utopia della riconciliazione

Giuseppe Inghilterra

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Giuseppe Inghilterra

Nell’ampio panorama della letteratura critica su Handke, nell’esame tematico e stilistico, nella ricerca delle innumerevoli influenze nella sua opera, emerge un quadro molto intricato e problematico. La critica sembra aver trascurato spesso l’intenzione artistica dell’autore, denunciando anzi sistematicamente la sua alienazione, lo sfrenato narcisismo e la totale incomunicabilità dell’opera. Le diverse posizioni critiche tra l’altro e di conseguenza l’insicura sistemazione dell’opera handkeana rispetto all’estetica postmoderna costituiscono un reale disagio, per chi si accosta all’autore per la prima volta.
Il primo capitolo tenta di fare un po’ di chiarezza, riferendo della biografia dello scrittore alla luce del contesto storico-letterario. Sono state elencate gran parte delle opere in relazione alla maturazione artistica di volta in volta raggiunta dall’autore, in modo da tentare un quadro generale, quanto più completo del pensiero handkeano, prestando maggiore attenzione alle problematiche connesse alla forma artistica.
Il secondo capitolo considera due momenti clamorosi, che hanno contribuito ad esibire l’artista come fenomeno mediatico. Ci si riferisce alla fase, in cui raggiunse fama mondiale a soli ventiquattro anni e al momento della marea di polemiche ultimamente sollevate in occasione della pubblicazione del pamphlet Giustizia per la Serbia. Parte centrale del capitolo è dedicata alla comprensione delle difficoltà connesse all’interpretazione e all’individuazione di un tema centrale dei testi handkeani. La sfida che l’autore porta avanti, si spinge fino a far combaciare in un’unità i due poli della forma e del contenuto. La ricerca della sostanza corrisponde a quella della sua espressione e viceversa, perchè desiderio dell’autore è quello di ricreare il legame, di riconciliare ciò che si presenta scisso, uomo incluso.
Sempre in bilico tra successo e fallimento l’arte handkeana proviene dal dubbio e dalla disperazione. Ciò dà un sapore particolare alla sua prosa, che è espressione del dramma esistenziale ed estetico per la creazione, la realizzazione. Il terzo capitolo, si sofferma inoltre ad analizzare i concetti di mito, natura, origine, della forza generativa del vuoto, in quanto essi rappresentano l’unità secondo la logica handkeana. È presa in considerazione la nozione di fantasia, intesa come ricreazione variata di ciò che è.
Nel quarto capitolo è riferita l’ontologia dell’hic et nunc, così come la propone l’autore. Oltre a tallonare le coordinate spazio-tempo, per giungere a discutere dell’esperienza della soglia, è esaminata l’assenza non solo dei personaggi, ma dello stesso autore. Come in una natura morta le cose sprigionano immagini e parole o rimangono in silenzio. Nell’immobilismo c’è qualcosa che pur si muove; l’idea di movimento percorre, infatti, tutta l’opera.
Nel quinto capitolo si è cercato di approfondire ancor più la sintesi, che l’autore individua nell’impressione, che è immagine e parola, forma e contenuto insieme. Le forme percettive per lo scrittore sono ciò che realmente mette in relazione l’individuo con il mondo. In particolare è stato approfondita la concezione di sguardo, scoprendo in esso non solo la riunione di tutto, ma la sua coincidenza con la parola, che è mondo.

Studi

  • Laurea in Lingue e Letterature Straniere
    conseguita presso Università degli Studi di Palermo nell'anno 2001-02
    con una votazione di 110 su 110

Altri titoli di studio

  • Master MEDIA MANAGER PER LE TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE: CONTENT MANAGER
    conseguito presso MAGICA nell'anno 2003
  • Master TRADUZIONE E ADATTAMENTO PER IL DOPPIAGGIO E IL SOTTOTITOLAGGIO DI OPERE AUDIOVISIVE E MULTIMEDIALI
    conseguito presso LIBERA UNIVERSITA' S. PIO V nell'anno 2004

Lingue straniere

  • Inglese parlato e scritto: ottimo
  • Tedesco parlato e scritto: ottimo
  • Francese parlato e scritto: discreto

Conoscenze informatiche

  • Livello ottimo