L'udienza Preliminare

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Manuela Carlino Contatta »

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Dopo un lungo e complesso iter parlamentare è entrata in vigore la legge 16-12-99 n. 479 (c.d. legge Carotti dal nome del parlamentare, relatore alla Camera dei Deputati), pubblicata sulla G.U. n. 296 del 18-12-99 ed entrata in vigore il 03.01.2000; successivamente modificata dalla legge 05 Giugno 2000 n. 144 di conversione del Decreto legge 07 aprile 2000, n. 82.
Si tratta di un provvedimento particolarmente complesso, consta infatti di cinque titoli e complessivamente cinquantanove articoli, di cui ben quarantasei hanno apportato rilevanti modifiche al codice di procedura penale.
Disparate sono le ragioni che hanno portato alla modifica di cui in esame, tuttavia fin da ora preme evidenziare come un forte impulso alla riforma è scaturito dalla giurisprudenza e dalle statuizioni della Corte di Cassazione e soprattutto della Corte Costituzionale.
Essa rappresenta dunque uno dei più importanti interventi operati dal legislatore nel nuovo sistema processuale penale.
La legge in esame, infatti, pur contenendo anche disposizioni che riguardano differenti materie quali: la definizione del contenzioso civile pendente; la misura delle indennità del giudice di pace; l’attività dei praticanti avvocati e l’attività extra districtum svolta dagli iscritti all’albo dei procuratori legali e l’oblazione, incide, su moltissimi istituti del codice di rito e, in particolare:
1. sul procedimento dinanzi al tribunale in composizione monocratica;
2. sulla disciplina delle indagini e dell’udienza preliminare;
3. sui presupposti e sulle modalità di svolgimento dei riti alternativi.

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2 1.1 La Legge 16-12-99 n. 479 Dopo un lungo e complesso iter parlamentare 1 è entrata in vigore la legge 16-12-99 n. 479 (c.d. legge Carotti dal nome del parlamentare, relatore alla Camera dei Deputati), pubblicata sulla G.U. n. 296 del 18-12-99 ed entrata in vigore il 03.01.2000; successivamente modificata dalla legge 05 Giugno 2000 n. 144 di conversione del Decreto legge 07 aprile 2000, n. 82. 2 Si tratta di un provvedimento particolarmente complesso, consta infatti di cinque titoli e complessivamente cinquantanove articoli, di cui ben quarantasei hanno apportato rilevanti modifiche al codice di procedura penale. Disparate sono le ragioni che hanno portato alla modifica di cui in esame, tuttavia fin da ora preme evidenziare come un forte impulso alla riforma è scaturito dalla giurisprudenza e dalle statuizioni della Corte di Cassazione e soprattutto della Corte Costituzionale. Essa rappresenta dunque uno dei più importanti interventi operati dal legislatore nel nuovo sistema processuale penale. 3 La legge in esame, infatti, pur contenendo anche disposizioni che riguardano differenti materie quali: la definizione del contenzioso civile pendente; la misura delle indennità del giudice di pace; l’attività dei praticanti avvocati e l’attività extra districtum svolta dagli iscritti all’albo dei procuratori legali e l’oblazione, incide, su moltissimi istituti del codice di rito e, in particolare: 1. sul procedimento dinanzi al tribunale in composizione monocratica; 2. sulla disciplina delle indagini e dell’udienza preliminare; 3. sui presupposti e sulle modalità di svolgimento dei riti alternativi. 4 Rappresenta una sintesi delle esperienze giudiziarie e delle riflessioni culturali degli ultimi anni ed è il risultato della unificazione di numerose proposte che avevano tutte lo scopo di apportare, specie con riferimento alla fase dell’udienza preliminare e alla disciplina dei riti alternativi al dibattimento, quelle modifiche che l’esperienza pratica e i ripetuti interventi della Corte Costituzionale avevano prospettato come necessari per rendere tali istituti effettivamente efficaci. 5