I maltrattamenti invisibili - Violenza psicologica e mobbing familiare

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Teresa Melignano Contatta »

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Ogni giorno i mezzi di comunicazione, riportano atti di grave violenza perpetrati all'interno delle mura domestiche, sia tra coniugi che tra genitori e figli. La violenza in famiglia di cui però si parla e che balza in prima pagina è soltanto quella che assume connotati di gravità tale da non potersi tacere, ossia quando integra forme di reato contro la persona di eccezionale gravità, come l'omicidio.
L’argomento che verrà trattato in questo elaborato nasce dall’ipotesi che oltre alla violenza intrafamiliare evidente, che non può essere negata, ne può esistere un’altra, che dietro le apparenti relazioni familiari “perfette”, nasconde una realtà inquietante segnata da conflitti sommersi, feroci cattiverie quotidiane, atteggiamenti svalutativi, determinando violenza psicologica e morale.
Tali aggressioni, non agiscono direttamente sul piano fisico come uno schiaffo, una spinta, un calcio, ma giorno dopo giorno, creano un clima invivibile ad attuano un processo di distruzione psicologica, dove le parole e gli atteggiamenti possono ferire profondamente come pugni, possono essere usate per umiliare e pian piano distruggere una persona.
La cosa che più colpisce è che tale fenomeno inizia non appena chiuso l’uscio di casa, laddove “si dice”, ognuno dovrebbe godere di maggiore sicurezza, cioè in famiglia.
Violenze subdole consumate nell’intimo delle mura domestiche, che non lasciano segni sul corpo ma che feriscono profondamente l’anima, la personalità e la dignità rendendo la vita impossibile.
potenzialità.
Famiglie in cui sono presenti forme di relazioni distorte, verso i figli ma anche tra i coniugi, che possono sfociare, non soltanto in violenza fisica, ma anche, in maltrattamenti morali che caratterizzano il clima domestico.

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4 INTRODUZIONE “Ci sono prigioni con barriere, ma ce ne sono di più raffinate da cui è difficile fuggire, perché non si ha la consapevolezza di essere prigionieri.” ( Henri Laborit) Ogni giorno i mezzi di comunicazione, riportano atti di grave violenza perpetrati all'interno delle mura domestiche, sia tra coniugi che tra genitori e figli. La violenza in famiglia di cui però si parla e che balza in prima pagina è soltanto quella che assume connotati di gravità tale da non potersi tacere, ossia quando integra forme di reato contro la persona di eccezionale gravità, come l'omicidio. L’argomento che verrà trattato in questo elaborato nasce dall’ipotesi che oltre alla violenza intrafamiliare evidente, che non può essere negata, ne può esistere un’altra, che dietro le apparenti relazioni familiari “perfette”, nasconde una realtà inquietante segnata da conflitti sommersi, feroci cattiverie quotidiane, atteggiamenti svalutativi, determinando violenza psicologica e morale. Tali aggressioni, non agiscono direttamente sul piano fisico come uno schiaffo, una spinta, un calcio, ma giorno dopo giorno, creano un clima invivibile ad attuano un processo di distruzione psicologica, dove le parole e gli atteggiamenti possono ferire profondamente come pugni, possono essere usate per umiliare e pian piano distruggere una persona.