Siblings: fratelli e sorelle di persone con disabilità

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Irene Lotti Contatta »

Composta da 160 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10358 click dal 30/03/2007.

 

Consultata integralmente 20 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Sibling è un termine inglese che significa, in modo generico, fratello o sorella ma, nel contesto della relazione fraterna in presenza di un soggetto portatore di handicap, si riferisce al fratello non disabile.

Mostra/Nascondi contenuto.
2 PREMESSA Sibling è un termine inglese che significa, in modo generico, fratello o sorella ma, nel contesto della relazione fraterna in presenza di un soggetto portatore di handicap, si riferisce al fratello non disabile. L’interesse per il la relazione fraterna è relativamente recente, e, lo è ancora di più l’interesse per i fratelli di bambini con disabilità: infatti queste relazioni, a differenza di quelle tra coniugi e tra genitori e figli, in particolar modo disabile, sono state a lungo ignorate e sono rimaste in penombra. La relazione fraterna inizia ad essere indagata in maniera approfondita dalla metà degli anni ’50. L’ottica individualistica di approccio al tema si può notare dal focus delle ricerche condotte in quel periodo: le caratteristiche di personalità e le abilità cognitive dei bambini in relazione a variabili strutturali quali l’ordine di genitura e il sesso. Dopo un progressivo oscuramento del tema, alla fine degli anni ’70, con gli anni ’80, ed in particolare con l’inizio degli anni ’90, si assiste ad una ripresa con un nuovo focus: la relazione fraterna viene sempre più intesa e letta come propria di un sottosistema familiare che interagisce con gli altri sottosistemi presenti. Sono soprattutto i lavori di Judith Dunn e dei suoi collaboratori a