Ruolo e competenze del coordinatore infermieristico nella gestione del cambiamento organizzativo

Tesi di Master

Autore: Paolo Onesti Contatta »

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Durante l'analisi della tesi, risulta ciò che spinge l’operatore a dare il meglio di se: la motivazione. Per questo motivo il coordinatore deve stimolare la crescita del gruppo motivando i componenti che lo formano. La motivazione di una persona al lavoro è principalmente legata alla mansione che tale persona svolge: è quindi necessario intervenire affinché le condizioni organizzative portino ad una valorizzazione dell’attività infermieristica.

Il coordinatore infermieristico è il perno centrale per la motivazione del gruppo nell’ambito dell’assistenza infermieristica: utilizzando il proprio vissuto, le conoscenze acquisiste nel percorso del master e dei sistemi informatici a disposizione il coordinatore può stimolare i propri operatori per lavorare tendendo al massimo livello di qualità.

L’identificazione delle caratteristiche possedute dagli operatori stimola il coordinatore all’identificazione e alla risoluzione dei conflitti interni al gruppo. L’applicazione di un sistema premiante stimola ogni operatore a trovare motivazione in ciò che fa. Se il professionista gode di opportunità atte a sviluppare i fattori di motivazione, quali ad esempio una situazione stimolante, la crescita professionale, la formazione, il riconoscimento, la partecipazione attiva alle decisioni da prendere, l’informazione e condivisione degli obiettivi aziendali da raggiungere, la partecipazione a gruppi di lavoro, allora la sua performance sarà influenzata in senso positivo.

I fattori dell’organizzazione che influiscono sulla motivazione sono:

• lo stile di leadership del coordinatore;
• le relazioni sul luogo di lavoro;
• la collaborazione ricevuta dai colleghi;
• i conflitti a vario livello;
• le discriminazioni di natura personale;
• la gratificazione organizzativa.

Il coordinatore deve tener sempre presente che la motivazione del personale si poggia sull’armonico equilibrio di tutti questi fattori, sui quali può agire, monitorare, gestire per avere personale motivato e predisposto ai continui cambiamenti organizzativi condivisi con il gruppo.

L’ applicazione di questi principi porta ad una sicura crescita con una ricaduta positiva sul livello assistenziale fornito dal team.

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4 1. FORMAZIONE ED EVOLUZIONE DEL RUOLO DEL COORDINATORE INFERMIERISTICO 1.1 Da “ausiliario” a Professionista: il processo evolutivo Le professioni intellettuali sono considerate come occupazioni "speciali", sia nel linguaggio comune, sia nell'analisi sociologica. Analizziamo quindi gli aspetti che le rendono speciali secondo i sociologi: • il possesso di una base di conoscenze scientifiche e tecniche; • la necessità di attività intellettuali nel loro esercizio e di un lungo periodo di apprendimento teorico e tecnico prevalentemente svolto in organizzazioni universitarie; • la difficoltà nell'esercizio; • il fatto che si occupino di problemi socialmente rilevanti; Il processo di definizione di professione si articola in quattro fasi: 1. Individuazione di un corpus di conoscenze teoriche scientifiche e tecniche, tutte quelle proposizioni che definiscono l'oggetto di interesse della professione definendone l'esclusività, i confini e l'autonomia operativa. Per la disciplina infermieristica l'oggetto di interesse è l'uomo. 2. Nascita e sviluppo di scuole professionali in ambito universitario, perché questa è la sede formativa per eccellenza, la "sede della ricerca".