Oltre l’ Homo technologicus: l’evoluzione della conoscenza nel cyberspazio.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Rossella Mascolo Contatta »

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In un processo di evoluzione che ha caratterizzato il mio pensiero, frutto dei molteplici apporti culturali nei quali mi sono imbattuta più o meno volontariamente nella mia vita, la varietà delle mie fonti formative non potevano relegarmi in un argomento unico, facilmente definibile in un ambito disciplinare, per quanto ciò sia in ogni caso mai possibile. Dunque, quale argomento poteva prestarsi meglio ai miei voli fantastici se non quello che, a mio avviso, è di per sé espressione di libertà, per le nuove mirabili possibilità comunicative che offre, cioè la Rete?
Ho veleggiato per ore nell’oceano elettronico, spostandomi da un argomento ad un altro, da un sito ad un altro, secondo le esigenze del momento, costruendo il mio personale gigantesco ipertesto.
Eccoci, dunque, al titolo della mia tesi: “Oltre l’ Homo technologicus: l’evoluzione della conoscenza nel cyberspazio”.
Quando parlo di Homo technologicus ne parlo in un duplice senso: in primo luogo considerando il fatto che l’evoluzione della specie umana è stata sempre legata a quella delle tecnologie, potendosi addirittura parlare di coevoluzione fra l’Homo sapiens e le sue tecnologie e dunque di Homo technologicus; in una seconda interpretazione, volevo porre l’accento sulla trasformazione che l’Homo sapiens ha comunque subito, diventando Homo technologicus, il Mister Hyde dei nostri tempi, manipolatore del pianeta e della vita, principale fattore di degrado ambientale, facendo risalire l’inizio di tale trasformazione in questo caso alla famosa e famigerata Rivoluzione Industriale e ancor prima a quella Scientifica che ne ha gettato le radici.
La sopravvivenza stessa sulla nostra e della nostra Terra esige che la condizione di Homo technologicus non sia destinata a durare e si spera che anche tutti noi ce ne possiamo rendere partecipi andando “oltre” l’ Homo technologicus, usando gli stessi strumenti che la sua inventiva ci mette a disposizione, per mutarlo in Homo planetarius e riappacificarlo col pianeta.
Anche “l’evoluzione della conoscenza nel cyberspazio”, la parte più esplicativa del titolo, si presta a più interpretazioni. La prima che io le attribuisco ha un significato fondamentale, perché si lega alla mia concezione dell’agire e alle sue conseguenze etiche. La conoscenza viene da me intesa come la prima forma di interazione dell’individuo con il mondo, dalla quale scaturiscono poi tutte le altre modalità di azione. Anche un essere vivente non umano per sopravvivere interagisce continuamente con l’ambiente in cui si trova, lo deve sondare, magari con le sue radici per trovare l’acqua, con i suoi organi di senso per orientarsi nello spazio per intraprendere poi le successive azioni, di ricerca di cibo, di difesa dai predatori, di costruzione di un rifugio o di un nido per i suoi piccoli, che deve in ogni caso riconoscere. Se è vero che l’essere umano è l’essere vivente in cui si sono particolarmente sviluppate le capacità cognitive con lo sviluppo di un cervello di grandi dimensioni e con una neocorteccia complessa in grado di sofisticate elaborazioni, evidentemente in lui la conoscenza è, potremmo dire, esplosa e con essa la coscienza. Resta, però, il fatto che ogni agire è legato al conoscere e che il conoscere è agire e retroagire nel sistema fisico e valoriale che costituisce il mondo percepito e che l’intero sistema si evolve, mutando continuamente il suo assetto.
D’altro canto, in quelle interazioni la mente si modifica e quindi anche al suo interno è possibile notare cambiamenti, in un’evoluzione di tipo lamarkiano, quale viene considerata di solito l’evoluzione della cultura umana, o anche in qualche modo di tipo darwiniano, con modificazioni che interessano i geni codificanti la struttura del nostro cervello e quindi il funzionamento della mente stessa. Si possono pertanto evidenziare cambiamenti nel modo di ragionare, di apprendere, di archiviare le informazioni se seguiamo la storia dell’umanità e le tappe più significative dal punto di vista dell’invenzione di nuove tecnologie della comunicazione e, più in generale, del sapere, fino a giungere ai tempi nostri in quella che viene considerata l’era dell’informazione. Nel cyberspazio, che dalla Rete si sviluppa, l’essere umano trova una nuova dimensione vitale e conoscitiva che apre orizzonti infiniti.

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Prologo. X Ò  Y XI Z Oltre l’ Homo technologicus: l’evoluzione della conoscenza nel cyberspazio. PROLOGO “Πάντες ̉άνθρωποι του̃ ει̉δέναι ο̉ρέγονται φύσει.” “Tutti gli uomini per natura tendono al sapere.” (Aristotele 2000, 2; 3). Quello che io desidero proporre è solo un percorso attraverso tematiche che mi rendo conto essere molto complesse e variegate e che, all’occhio esperto del filosofo si manifestano nitidamente come appartenenti di volta in volta ai campi filosofici più disparati e oltre, se si segue la classica distinzione categoriale in tale ambito, andando dall’ontologia all’etica, dalla filosofia del linguaggio all’epistemologia, dalla scienza alla metafisica, dalla neurologia all’antropologia, avanzando lungo i margini fluttuanti fra le discipline. Pur consapevole del rischio di incorrere in una superficiale e forse frammentaria trattazione dei temi proposti, ho ritenuto necessario seguire la linea argomentativa presentata in questo lavoro, perché riflette abbastanza precisamente quella del mio pensiero, che evidentemente mi appartiene, ma si è venuta costruendo nel corso dei miei appassionati e appassionanti studi di filosofia, esprimendo quella che è la mia visione del mondo, dal megamondo, con estenzione planetaria, al mondo dell’individuo, colto nella sua globalità composita, nelle sue multiformi sfaccetature, diverse, ma inseparabili e assolutamente intercomunicanti. Evidentemente, questa è solo una traccia iniziale, che ha voluto privilegiare la visione del tutto a scapito dell’approfondimento delle singole parti. Ma la ricerca e il mio amore per essa non hanno fine… In un certo senso, poi, il cammino narrativo qui seguito, interrelando di continuo “filosofia” e “scienza”, ripercorre la storia culturale della mia vita, con i suoi differenti momenti, più “umanistici” nella formazione classica liceale, più “scientifici”, nei due corsi di laurea nelle discipline naturalistiche che ho seguito e nelle ricerche ecologiche che tanto mi hanno appassionata. Ma sempre la curiosità è stata il motore primo dei miei studi, mai l’obbligo. Se necessità di vita me ne avevano allontanata, ora finalmente ho ritrovato quel completamento che da sempre cercavo, non certo considerato come termine, naturalmente, ma come acquisizione di