L’uomo esiste nella parola e nell'amore (un itinerario esemplare: in dialogo con Martin Buber)

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna

Autore: Francesca Belfiori Contatta »

Composta da 77 pagine.

 

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Da un appassionato studio personale; dal fascino della sua personalità; dalla ricchezza della sua opera letteraria; dalla lettura dei suoi libri; dall’eredità teologica, filosofica e morale lasciataci in essi e racchiusa in quella domanda di senso per la formazione di una vera intersoggettività non mascherata da fuorvianti schematismi; dall’osservazione del panorama mondiale che richiede sempre più la messa in campo degli strumenti del dialogo per fronteggiare i pericoli di guerra, di divisione, di incomprensione che incombono sull’umanità; dalle pretese avanzate dalla società materialista che esclude qualsiasi rimando al Trascendente e ai valori ultimi e fondanti dell’esistenza umana, è sorto in me il desiderio di riflettere sul tema “L’uomo esiste nella parola e nell’amore”.
È questo, a mio parere, uno dei possibili itinerari nonché un esemplare dialogo con Martin Buber, uno dei più grandi pensatori e scrittori ebrei del ’900. Tutta la cultura occidentale deve molto a Martin Buber. La sua voce continua a risuonare ancora oggi facendosi udire in tutta la sua forza. Voce che si approssima all’uomo attento e arriva dritta a colui che non si stanca di interrogarsi sui problemi ultimi e significativi.
La riflessione di Buber, è doveroso sottolinearlo, ha un valore che regge bene alla prova del tempo: i suoi libri sono e resteranno “continui rimandi” alla relazione con il tu umano e con l’Eterno.
Nel seguente lavoro, mi sono proposta di evidenziare che, non solo tutta la sua opera, ma anche la sua vita, furono continuamente orientate verso l’uomo, il messaggio biblico, l’apertura originaria al Tu Eterno, la parola, il dialogo, l’amore, la libertà e la responsabilità. Da questo punto di vista, tra la vita e l’opera di Buber vi è un nesso inscindibile (da tener presente nella lettura e nella comprensione dei suoi scritti), quello del saper leggere dentro la storia le tracce del Dio vivente.
Nel pianificarlo e realizzarlo, ho tenuto presenti e insieme, due grandi aspetti: la provenienza ebraica di Buber e la sua profonda affinità con il chassidismo, il principale movimento religioso ebraico sorto nel XVIII sec., nell’Europa orientale; Buber lo studiò e lo interpretò in maniera personale senza ridurlo in categorie.

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4 INTRODUZIONE Da un appassionato studio personale; dal fascino della sua personalità; dalla ricchezza della sua opera letteraria; dalla lettura dei suoi libri; dall’eredità teologica, filosofica e morale lasciataci in essi e racchiusa in quella domanda di senso per la formazione di una vera intersoggettività non mascherata da fuorvianti schematismi; dall’osservazione del panorama mondiale che richiede sempre più la messa in campo degli strumenti del dialogo per fronteggiare i pericoli di guerra, di divisione, di incomprensione che incombono sull’umanità; dalle pretese avanzate dalla società materialista che esclude qualsiasi rimando al Trascendente e ai valori ultimi e fondanti dell’esistenza umana, è sorto in me il desiderio di riflettere sul tema “L’uomo esiste nella parola e nell’amore”. È questo, a mio parere, uno dei possibili itinerari nonché un esemplare dialogo con Martin Buber, uno dei più grandi pensatori e scrittori ebrei del ’900. Tutta la cultura occidentale deve molto a Martin Buber. La sua voce continua a risuonare ancora oggi facendosi udire in tutta la sua forza. Voce che si approssima all’uomo attento e arriva dritta a colui che non si stanca di interrogarsi sui problemi ultimi e significativi. La riflessione di Buber, è doveroso sottolinearlo, ha un valore che regge bene alla prova del tempo: i suoi libri sono e resteranno “continui rimandi” alla relazione con il tu umano e con l’Eterno. Nel seguente lavoro, mi sono proposta di evidenziare che, non solo tutta la sua opera, ma anche la sua vita, furono continuamente orientate verso l’uomo, il messaggio biblico, l’apertura originaria al Tu Eterno, la parola, il dialogo, l’amore, la libertà e la responsabilità. Da questo punto di vista, tra la vita e l’opera di Buber vi è un nesso inscindibile (da tener presente nella lettura e nella comprensione dei suoi scritti), quello del saper leggere dentro la storia le tracce del Dio vivente. Nel pianificarlo e realizzarlo, ho tenuto presenti e insieme, due grandi aspetti: la provenienza ebraica di Buber e la sua profonda affinità con il chassidismo, il principale movimento religioso ebraico sorto nel XVIII sec., nell’Europa orientale; Buber lo studiò e lo interpretò in maniera personale senza ridurlo in categorie.