Analisi energetiche nel settore industriale. Il settore tessile in Piemonte, con particolare riguardo ai processi di nobilitazione (il risparmio energetico e l'efficienza energetica nel settore industriale)

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Giuseppe Dammacco Contatta »

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Il risparmio energetico e la ricerca di efficienza energetica nel mondo industriale, come conseguenza della prima crisi petrolifera degli anni '70.
Gli incentivi economici offerti dalla legge 308 del 1982 hanno favorito la ricerca e l'approfondimento di tecniche di risparmio e di efficienza energetica, che hanno consentito negli anni alle imprese industriali di raggiungere adeguati standard di consumi energetici. forse oggi non piu' adeguati ai nuovi scenari di fabbisogni energetici globali e di competitivita'.
Molto e' stato fatto, ma molto ancora rimane da fare. le potenzialita' intrinseche del nostro sistema industriale e professionale ci lasciano ben sperare. (1984, una delle prime tesi, nell'ambito di ingegneria nucleare, sul risparmio energetico)

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INTRODUZIONE Nell’ultimo decennio il problema flelllappro*v-ig ona_ mento delle risorse energetiche si Ł fatto sempre piø pressante . Il grafico in fig.l illustra l’andamento del prezzo del petrolio e ne dimostra la tendenza al rialzo. L’in_ versione di tendenza che risulta verificarsi negli ulti. mi anni, essendo stata bilanciata da un brusco aumento del dollaro sui mercati valutari, ha prodotto effetti positivi solo marginali. All’aumento del prezzo del petrolio Ł seguito anche lo aumento dei prezzi delle altre fonti energetiche (ener gi elettrica, metano, etc.) aggravando ulteriormente la situazione. Il settore che piø di altri risulta sensibile a que_ sto problema Ł quello industriale per la sua importan_ za nell’economia nazionale, (fig.2) Anche per il settore tessile il problema delle risor se energetiche Ł di primissimo piano, sia per la parte del settore a tecnologia fredda (filatura e tessitura), il cui consumo energetico Ł prevalente elettrico, sia per la cosiddetta tecnologia calda (processi di nobilita zione, che comprendono tintoria e finissaggio), il cui -.1 - consumo Ł in larga misura termico. La maggior parte dei consumi energetici del settore te^ sile (circa i 2/3) Ł concentrata nelle fasi di nobilita zione in cui il prodotto tessile da rifinire Ł trattato con diversi processi che utilizzano notevoli quantit di acqua a temperature che raggiungono mediamente i 90 aC^ e successivamente viene asciugato in opportune apparec= chiature che di solito usano aria riscaldata a tempera^ tura media di 130 C-con punte di 170 C. Da uno studio elaborato nel periodo 4/77-6/79 e presero tato nel 3/80 dall’INSTITUI TEXTILE DE FRANGE, sul set tore tessile francese risulta che la parte di energia utile ad un processo di nobilitazione Ł meno del 15^ e secondo tale studio il diagramma di flusso energetico re lativo ad una azienda di nobilitazione si presenta come in fig.3. Nel diagramma la parte tratteggiata dei singoli flussi energetici Ł ipotizzata come il potenziale risparmio rea lizzabile, cioŁ il 375^ (elevabile al 41^ riscaldando gli ambienti tramite aria preriscaldata dagli essiccatoi),eroe un programma d’investimento a medio-lungo termine. Dal diagramma si nota che le maggiori dispersioni energ£ tiche si hanno nei processi di tintura e asciugamento, ed