Note sul piano Vanoni

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Andrea Gatti Contatta »

Composta da 24 pagine.

 

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La tesi dopo una breve introduzione sulla vita di Ezio Vanoni, analizza nello specifico i punti chiavi dello Schema e cosa questi hanno comportato nella società italiana.
Nelle aspettative imprenditoriali lo Schema è stato utile per diffondere nella cultura politica e sociale la dottrina dell’equità economica e la fiducia nelle possibilità di sviluppo, dando certezze e coraggio all’imprenditoria italiani e suscitando negli operatori di mercato la consapevolezza che anche il nostro Paese poteva avere e perseguire ambiziosi obiettivi di crescita reale e di piena occupazione. L’influenza limitata ricoperta dallo Schema negli sviluppi dell’economia italiana si riscontra confrontando i valori ipotizzati e quelli consuntivi in merito a obiettivi, strumenti e vincoli.
I valori a consuntivo sono stati recuperati da materiali universitari non reperibili sul web e nei centri di consultazione "classici".

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3 BIOGRAFIA Gli anni giovanili Primogenito di quattro figli, Ezio Vanoni nasce a Morbegno (Sondrio) il 3 agosto 1903, da una famiglia appartenente alla media borghesia locale; è proprio nel contesto sociale ed economico della Valtellina che il futuro statista riceve la sua prima educazione politica, che si rivelerà fondamentale nel corso di tutta la sua vita. Morbegno è all’epoca uno dei comuni valtellinesi più dinamici, nel quale convivono esponenti appartenenti a quasi tutte le classi sociali della provincia: contadini coltivatori diretti; artigiani; commercianti; impiegati degli uffici governativi addetti alle imposte e alla Pretura; una decina di notabili tra avvocati, notai, ingegneri; alcuni insegnanti. I genitori di Ezio Vanoni, il geometra e Segretario comunale Teobaldo Vanoni e la maestra elementare Luigia Samaden, non sono ricchi ma, grazie alla propria occupazione, possono beneficiare di un tenore di vita al di sopra della media rispetto alla popolazione della “poverissima” Valtellina e affrontano numerosi sacrifici per permettere ai quattro figli di completare gli studi e conseguire un titolo professionale. È sui banchi della Scuola Elementare di Morbegno che Vanoni incontra Pasquale Saraceno, amico e futuro collaboratore, che contribuirà alla formulazione dello Schema decennale di sviluppo economico. Aderendo ai dettami pedagogici più moderni, gli insegnanti applicano in aula l’auto-governo, con l’elezione a voto segreto del capoclasse: in alcuni discorsi elettorali, Vanoni sosterrà di aver imparato da bambino, a scuola, «l’alfabeto della democrazia», nell’assegnare e accettare le responsabilità insieme ai compagni. Grazie a una borsa di studio, frequenta il ginnasio e il liceo a Sondrio, come interno del Convitto nazionale, istituzione scolastica fortemente selettiva, famosa per la propria serietà. Durante le vacanze estive lavora talvolta accanto ai contadini e ai piccoli imprenditori locali, traendone utili insegnamenti per quanto riguarda il significato della fatica e dell’operosità; deriva da tali esperienze giovanili anche