Leadership Femminile: il ruolo delle donne nei sistemi educativi, post autonomia scolastica

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Marialba Rocco Contatta »

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Questo lavoro cerca di fare una panoramica sulla leadership femminile nei sistemi educativi, dagli anni novanta fino ai giorni d’oggi tentando di rilevare le differenze di genere nella gestione della leadership, nonché i tratti distintivi e differenzianti tra leader donne e leader uomini.
La maggior parte delle ricerche fanno riferimento a diversi contesti lavorativi, e sono pochi gli studi che concentrano la loro attenzione sulle dinamiche all’interno dei sistemi educativi. A prescindere dal contesto che si vuole esaminare, comunque ho potuto constatare, mio malgrado, che nonostante siano state adottate diverse “azioni positive” a favore delle donne, esse rimangono sempre confinate in un angolo.
In ogni caso loro partono svantaggiate e non solo a causa dei numerosi stereotipi che popolano la cultura organizzativa, ma anche a causa delle numerose pressioni a cui sono sottoposte, e dei problemi organizzativi a cui devono far fronte data la loro “doppia presenza” sia nel mondo del lavoro che in quello domestico.
A conclusione è fondamentale rimuovere il “tetto di vetro” che limita la loro attività, ma ciò non è solo a vantaggio delle donne, la società stessa e l’economia ne trarrebbero maggiori benefici; ma per andare tanto oltre è necessario un approccio molto diverso da quello delle attuali “quote rosa” della politica, che paiono ad un’attenta analisi solo un mero palliativo.
Per accelerare la presenza di donne eccellenti al top si può agire su tre leve: la prima - quella più in voga - è quella di migliorare il rapporto famiglia-lavoro, la seconda quella di promuovere politiche di gestione delle risorse improntate su logiche meritocratiche, ed infine un cambiamento radicale nella mentalità e nei comportamenti collettivi.
Ad ogni modo pare di intravedere uno spiraglio di luce, che legge la diversità femminile non come fattore problematico ma come un punto di forza, in quanto potenzialmente in grado di innovare il modo in cui le organizzazioni vengono condotte, secondo le nuove esigenze dell’economia.
È quindi divenuto d’attualità quello che già da diversi anni, alcuni studiosi indicano come il modello vincente, il cosiddetto modello di “leadership androgino”, fondato su un mix efficace di caratteristiche stereotipate maschili o femminili.

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2 Capitolo 1. Introduzione: leadership 1.1 Cos’è la leadership? «Leadership: egemonia, guida, esercitata da una persona, da un‟azienda, da un gruppo o da uno stato nei confronti di altri» (Zingarelli, 1999). «Leadership: posizione di preminenza, funzione di guida: egemone» (Garzanti 2002). «Leadership: guida, comando, funzione dirigente: la l. del partito, del governo, dello Stato, della squadra, dell'azienda, dell'economia» (Hoepli, 2009). Il termine inglese leadership è da poco entrato nel lessico quotidiano italiano, tuttavia la vera questione da porsi non è solo il suo mero significato linguistico, quanto cosa rappresenta, a quali contesti si riferisce o si applica; e questo sì che è difficile da definire. L‟essenza della leadership non può essere ricondotta ad una serie di caratteristiche individuali e non può nemmeno essere delimitata in termini di ruoli e di funzioni. Ecco perché è relativamente facile riconoscere un leader all‟interno di un gruppo, ma non è altrettanto semplice definire la leadership. La leadership è un concetto troppo vasto ma soprattutto astratto, con il quale si intende la capacità di influenzare l‟altro e mobilitare i membri di un gruppo sociale verso il raggiungimento degli obiettivi fissati dal gruppo stesso, le cui competenze attengono alla sfera delle attività simboliche e politiche per la gestione delle relazioni intra ed interorganizzative, ma anche questa spiegazione risulta essere riduttiva, in quanto rende solo una parte della complessa realtà che la riguarda.