Il disturbo autistico: un caso clinico

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Valentina Giust Contatta »

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L’autismo infantile colpisce tre aree importanti: quella relativa alla socializzazione, quella relativa all’immaginazione sociale e quella relativa alla comunicazione. Sia per il bambino, sia per la famiglia e per le persone che lo circondano, si tratta di un dramma molto doloroso e soprattutto per questo motivo è stato oggetto di molte interpretazioni e studi. Visti i progressi ottenuti fino ad oggi, molto probabilmente si potranno avere ulteriori progressi nei prossimi anni per quanto riguarda l’autismo e i disturbi dello sviluppo più in generale .
I tre gruppi sintomatologici, che comprendono compromissioni nella socializzazione, nella comunicazione verbale e non-verbale e modelli di comportamento limitati e ripetitivi, si possono ritrovare anche in un ampio continuum di disturbi cognitivi associati a disturbi neurocomportamentali, che vengono definiti, più in generale, come disturbi generalizzati dello sviluppo o disturbi dello spettro autistico.
Il DSM-IV TR classifica così i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo: Disturbo Autistico, Disturbo di Asperger, Disturbo Disintegrativo Infantile, Disturbo di Rett, Disturbo pervasivo dello sviluppo-Non altrimenti specificato (Autismo Atipico).
In questo elaborato ho scelto di trattare il disturbo autistico con disabilità intellettive, prendendo anche in considerazione un caso clinico. Nella prima parte dell’elaborato verrà descritto il disturbo autistico facendo riferimento all’eziologia, all’incidenza, alle difficoltà diagnostiche che molto spesso interessano le famiglie di bambini con questo disturbo; verranno, inoltre, presi in considerazione lo sviluppo del linguaggio, lo sviluppo sociale e in modo particolare lo sviluppo cognitivo e gli aspetti comportamentali tipici.
Nella seconda parte dell’elaborato verrà poi descritto e analizzato il caso di una ragazza maltese, Sonia (il nome è di fantasia per rispettare la privacy della persona in questione), in cui sono stati presi in considerazione gli aspetti cognitivi, linguistici, sociali e comportamentali. Seguiranno, quindi, un’analisi delle abilità adattive in seguito alla somministrazione delle scale Vineland ai genitori della ragazza ed un confronto tra quanto emerso dal caso clinico in questione e quanto, invece, presente in letteratura, per evidenziare somiglianze ed eventuali differenze.

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1 Presentazione L’autismo infantile colpisce tre aree importanti: quella relativa alla socializzazione, quella relativa all’immaginazione sociale e quella relativa alla comunicazione, ovvero ciò che l’uomo ha di più prezioso ed importante. Sia per il bambino, sia per la famiglia e per le persone che lo circondano, si tratta di un dramma molto doloroso e soprattutto per questo motivo è stato oggetto di molte interpretazioni e studi. Visti i progressi ottenuti fino ad oggi, molto probabilmente si potranno avere ulteriori progressi nei prossimi anni per quanto riguarda l’autismo e i disturbi dello sviluppo più in generale (Brauner A., Brauner F. 2007). I tre gruppi sintomatologici, che comprendono compromissioni nella socializzazione, nella comunicazione verbale e non-verbale e modelli di comportamento limitati e ripetitivi, si possono ritrovare anche in un ampio continuum di disturbi cognitivi associati a disturbi neurocomportamentali, che vengono definiti, più in generale, come disturbi generalizzati dello sviluppo o disturbi dello spettro autistico (American Psychiatric Association, 1994). Il DSM-IV TR classifica così i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo: • Disturbo Autistico (che verrà trattato in seguito). • Disturbo di Asperger. A differenza dell’autismo, il disturbo di Asperger è caratterizzato da un livello intellettivo superiore. In modo particolare non c’è grave ritardo nello sviluppo linguistico, anche se c’è da sottolineare che le prestazioni sono inferiori a quelle fonologiche, semantiche, morfologiche e sintattiche. Queste compromissioni comportano difficoltà per la vita sociale, lavorativa e l’autonomia personale (Vianello R. 2008). • Disturbo Disintegrativo Infantile. Dopo 24 mesi circa di sviluppo normale, segue una