Effetto dei tensioattivi sulle proprietà leganti di un polimero a stampo molecolare

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Andrea Casula Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11 click dal 10/01/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

I risultati sperimentali di questo lavoro hanno dimostrato che il fattore di capacità di tutti e tre gli analiti indagati viene influenzato dalla presenza dei tensioattivi nella stessa maniera. In particolare abbiamo visto che la presenza del tensioattivo provoca una diminuzione della capacità legante del polimero, che questa diminuzione è maggiore nel caso dell’SDS e del CTAB rispetto al Tween 20 e che è indipendente dalla concentrazione di tensioattivo. È stato poi dimostrato che tale effetto non coinvolge soltanto la superficie del polimero in quanto tale ma coinvolge anche i siti di legame, ed è determinato dalle teste polari dei tensioattivi attraverso la formazione di coppie ioniche e non dalle catene idrofobiche.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 1.1 - I tensioattivi I tensioattivi, o in inglese surfactant (surface active agent) sono composti che trovano numerose applicazioni in detergenti, emulsionanti, inchiostri e vernici, e sono in grado di abbassare la tensione superficiale di un liquido, agevolando la bagnabilità delle superfici o la miscibilità tra liquidi diversi. Solitamente sono composti organici anfifilici, ossia sostanze che mostrano una doppia affinità che dal punto di vista fisico chimico può essere vista come una dualità polare- apolare. Una tipica molecola anfifilica è composta da due parti: una è costituita da un gruppo polare contenente eteroatomi come O, S, P o N, inclusi in gruppi funzionali come alcoli, eteri, esteri, acidi, solfati, solfonati, fosfati, ammine e ammidi, mentre l’altra è costituita da un gruppo apolare caratterizzato da una catena di idrocarburi formata da 10-20 atomi di carbonio saltuariamente interrotta da atomi di ossigeno, anelli benzenici, amidi, esteri, altri gruppi funzionali o doppi legami. [1] Figura 1: Rappresentazione tipica di una molecola di tensioattivo La porzione polare (testa) mostra una forte affinità con i solventi polari, in particolar modo l’acqua, ed è soventemente chiamata parte idrofila. La porzione apolare (coda) è invece chiamata idrofobica o lipofila. Questa caratteristica fa sì che queste molecole tendano a localizzarsi sulla superficie d’interfaccia, orientandosi in modo da avere il gruppo polare a contatto con l’acqua e quello apolare a contatto con aria o eventualmente oli, riducendo la tensione superficiale gas- liquido o liquido-liquido. È bene precisare che non tutte le sostanze anfifiliche esercitano attività superficiali come avviene per i tensioattivi, infatti, soltanto gli anfifilici con un buon equilibrio tra parte lipofila ed idrofila saranno in grado di migrare verso la superficie d’interfaccia, mentre gli altri rimarranno rilegati ad una delle due fasi. [1]