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Tesi di Laurea
La razza tra mito, scienza e ideologia in Germania dall'unificazione al terzo Reich (1870-1945)
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Tesi di Raffaele Ganzerli
La tesi si compone di 144 pagine
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Anno: Università: Relatore:
2000-01 Università degli Studi di Bologna Giuliano Pancaldi
Area: Facoltà: Corso:
Lettere e Filosofia Filosofia
Abstract:
L'evoluzionismo ha prodotto una grande rivoluzione scientifica e culturale in tutto il mondo occidentale, ma si è dovuto posare sulle rigide colonne delle tradizioni etniche, amalgamarsi al contesto storico-culturale, ed alle aspirazioni ideologiche. Il ruolo di queste ultime ha attratto l'attenzione dell'autorevole ricercatore Paul Weindling, il quale evidenzia il fatto che la particolare situazione storica della Germania della seconda metà del XIX° secolo, caratterizzata da un imponente progresso a livello culturale, da un forte consolidamento istituzionale, nonchè da spettacolari avanzamenti militari in grado di cambiare la fisionomia dell'Europa, abbia creato un clima fervidamente nazionalista, ed una forte propensione ideologica verso i valori i valori della patria, della comunità e delle tradizioni: un fenomeno collettivo al quale anche illustri esponenti del mondo scientifico acca-demico presero parte. Essi infatti trassero dalla tradizione scientifica le ispirazioni per creare una nuova concezione del mondo che giustificasse, come ontologicamente fondate, le pretese di superiorità della propria stirpe.
In Inghilterra il Darwinismo divenne il presupposto scientifico per gius-tificare la politica coloniale e la superiorità delle classi medio alte, mentre oltreoceano le teorie di Darwin giustificarono la segregazione razziale. Nella nascente Germania di metà ottocento, lo zoologo e divulgatore delle idee di Darwin, Ernst Haeckel si erse a baluardo e messia del germanesimo supportando la politica dell'espansionismo tedesco, e valorizzando il sentimento di unità razziale delle stirpi germaniche.
Nell'epoca moderna caratterizzata dallo sviluppo delle scienze, ed il relativo rischio di obliterare le origini culturali e religiose, Haeckel diverrà un anello di congiunzione tra la spiritualità cosmica dei figli di Odino ed il progresso scientifico. Il suo contributo alla scienza si colloca a monte di un processo culturale che ha nei culti ancestrali il suo punto d'origine. Le chiavi di lettura del pensiero haeckeliano sono molte: il monismo, la Gesamtperson, la psicologia filogenetica, la filosofia della natura, la ricapitolazione, l'unità spirito-materia. Un insieme di aspetti in cui l'autore riunisce un non celato orgoglio atavico con le aspirazioni del presente, l'evoluzione biologica con quella spirituale, le osservazioni scientifiche con le grandi riforme socioculturali avvenute nella storia. Le sue argomentazioni trovarono un terreno favorevole grazie alla predisposizione culturale degli ambienti culturali ufficiali e non.
Il secolare sentimento di fratellanza di sangue e suolo trovava nella scienza uno dei suoi più rapidi ed efficaci strumenti di espansione. Haeckel dal canto suo si elevò a maestro nella ''missione'' di diffusione dei valori nazionali: forte della sua intima convinzione che il popolo tedesco fosse una amalgama spirituale che il processo evolutivo avrebbe per forza di cose reso compatto ed unitario, le sue lezioni universitarie miravano a coinvolgere gli studenti mediante l'uso di metafore particolari che stimolassero immedia-tamente l'affinità tra materia e spirito, individuale e collettivo, psichico e biologico, al fine di evidenziare che lo scopo della evoluzione consisteva nel portare a realizzazione quell'ideale di grandezza rappresentato dagli avi ancestrali. L'evoluzione viene così a rappresentare un intreccio tra valori etici tradizionali, misticismo religioso (di stampo protocristiano), e ideali comunitari: un ponte ideale tra il passato, il presente e l'eterno che trova una sua precisa connotazione culturale.
Il periodo post-rinascimentale, con le teorie di Newton, Cartesio, Hobbes, Leibniz ha portato alla luce oltre ad un nuovo modo di fare scienza anche un diverso sentimento religioso: non più legato ai dogmi ma al rapporto dell'uomo con l'infinito, l'universale, l'assoluto. Con essi tornano alla ribalta i grandi temi della religione pagana protocristiana, del mito delle origini, della necessità di una armonia tra l'uomo e il cosmo: grandi temi che si impongono un periodo, quello della seconda metà dell'ottocento, caratterizzato da una dirompente industrializzazione che spezza i legami dell'uomo con la natura, e trascina via i tradizionali legami sociali.
Vi è anche un aspetto radicato nei secoli della storia, e nei sentimenti collettivi: è quello del conflitto tra la religione ancestrale degli antichi popoli ellenico-germanici e la Chiesa Cattolica Romana.
Considerata un giogo spirituale alla libera fede dello spirito germanico, essa fu aspramente combattuta all'epoca della riforma luterana, e su questa scia, nel XIX° secolo gli ambienti politici conservatori, i circoli e i gruppi delle èlite intellettuali nazionaliste, come quello sorto a Bayereuth sotto l'autorità intellettuale di Chamberlain e Gobineau, decisero di impugnare nuovamente la spada della lotta antipapale.
Haeckel ed i suoi seguaci impugnarono l'evoluzionismo con...
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