alzheimer, materiale disponibile:
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L'Approccio linguistico allo studio della malattia di Alzheimer. Analisi sociolinguistica di un corpus di conversazioni
Autore: Giovanna Buttacchio
Abstract: In questa tesi di ricerca ci proponiamo di studiare il linguaggio nella conversazione con il malato di Alzheimer. La nostra ipotesi di lavoro consiste nello studiare il linguaggio verbale dei pazienti in una situazione comunicativa reale, all’interno delle strutture assistenziali di accoglienza. L’obiettivo principale è di analizzare la competenza comunicativa dei malati nel conversare spontaneamente con un membro del personale sanitario e con una persona che viene dall’esterno, facendo » -
Prendersi cura della fragilità degli anziani all'interno delle RSA. Prospettive pedagogiche
Autore: Roberto Regorda
Abstract: Questo lavoro di ricerca,da me concodotto,vuole mettere in luce ,sia gli aspetti positivi, sia quelli problematici, dell'età anziana (età di cui ancora si parla poco,ma di cui ci si deve occupare in quanto il numero di anziani negli ultimi anni sta aumentando ed aumenterà sempre più negli anni a venire). Partendo da una descrizione del fenomeno dell'invecchiamento negli ultimi anni,ho cercato di descrivere le tipologie di anziani presenti oggi nelle nostre città,soffermandomi in particolar modo » -
Eventi neurodegenerativi comuni nella Sclerosi Multipla e nelle retinopatie degenerative
Autore: Diego Fresegna
Abstract: L’obiettivo di questo lavoro di tesi è stato quello di esporre i danni a carico dell’assone negli individui affetti da sclerosi multipla. Abbiamo osservato come le modificazioni che si hanno lungo la membrana assonica dopo la perdita di mielina, con la riattivazione di particolari geni per produrre nuovi canali voltaggio dipendente per il sodio, siano responsabili della degenerazione assonale. In particolare, l’effetto chiave è svolto dall’ingresso nell’assone di ioni Ca2+ nell’assone, » -
Conversazioni non comunicative. L'apporto delle conversazioni nella malattia di Alzheimer tra Teoria della Pertinenza e approccio Conversazionalista
Autore: Davide Napoli
Abstract: In conclusione proviamo riprendere i fili dispiegati nei precedenti capitoli, per cercare di riannodarli e considerarli alla luce di un’unica visione d’insieme. La trattazione degli elementi di base del Conversazionalismo di Giampaolo Lai, portata avanti dall’Accademia delle Tecniche Conversazionali, ha avuto lo scopo non solo di spiegare la metodologia attraverso la quale sono stati prodotti e registrati i testi presi in esame, ma funge piuttosto da cerniera tra pratica terapica e ricerca » -
Effetto del peptide Tat-BH4 sulla produzione di FGF2 in cellule endoteliali esposte a beta-amiloide
Autore: Tommaso Patriarchi
Abstract: One of the basic events for the development of serious neurodegenerative diseases such as Alzheimer Disease (AD) and Cerebral amyloid angiopathie (CAA) is accumulation of the β-amyloid peptide on the cerebral vasculature. It is known that behind the several existing clinical conditions for these pathologies there are mutant forms of the peptide, as the E22Q (also known as the "Dutch" variant), the more toxic. The overall toxicity is exerted partially through the induction of oxidative stress » -
Memoria musicale e malattia di Alzheimer
Autore: Giovanna Dellacasagrande
Abstract: La malattia di Alzheimer è la forma più diffusa di demenza senile progressiva e irreversibile. Ne soffrono in Italia circa 800.000 persone e il dato è destinato a salire. Il decorso è molto lungo e arriva a coprire 20 anni di vita. Lo studio della Musicoterapia, che è applicata nelle demenze da circa 10 anni, mi ha portato a fare un’esperienza di tirocinio con sei malate di Alzheimer, molto significativa sia dal punto di vista degli obiettivi preposti sia da quello umano. Il potere » -
L'Alzheimer, una malattia familiare - Comunicazione e diagnosi
Autore: Luca Sebastiano Nisi
Abstract: Questa tesi vuole essere un “piccolissimo bagliore nel panorama assistenziale” dell'Alzheimer che possa illuminare, in maniera chiara anche per i “non addetti ai lavori”, i vari caregiver. E' mia intenzione anche sensibilizzare le persone che non sono mai state a contatto con questa malattia e che spesso posseggono una conoscenza errata di questa patologia, frutto dei luoghi comuni e dei media che spesso mescolano la medicina con le notizie “sensazionalistiche” inerenti soprattutto la ricerca » -
Studio tramite simulazioni classiche e quantomeccaniche della coordinazione dello Zn(II) nel peptide Aβ 1-16
Autore: Alessandro Maiorana
Abstract: Il lavoro di tesi qui presentato riguarda lo studio mediante simulazioni di dinamica molecolare classica e QM/MM-ONIOM dell’interazione del peptide beta-amiloide con lo ione metallico Zn(II). Negli ultimi anni, e' stato dimostrato che numerose malattie dipendono dall’alterazione del folding proteico. Tali malattie comprendono la malattia di Alzheimer (AD), le encefalopatie spongiformi, la corea di Huntington, il morbo di Parkinson, il diabete di tipo II, l’amiloidosi da dialisi, la sclerosi » -
Dati preliminari sulle alterazioni del colesterolo intracellulare nella malattia Alzheimer mediante metodi di imaging
Autore: Fabrizio Angius
Abstract: Il colesterolo libero (CL) è presente nelle membrane, in particolar modo in quelle plasmatiche, mentre gli esteri del colesterolo (EC) sono generalmente situati nei lipid droplets (LD), costituendo la maggior riserva intracellulare di lipidi. È ben noto che cambiamenti nell’organizzazione dei lipidi intracellulari possono condizionare profondamente alcune funzioni cellulari quali la trasduzione del segnale ed il traffico di membrane, e che le cellule hanno sviluppato una sofisticata e complessa » -
Trattamento non farmacologico nella demenza di Alzheimer: riattivazione psicomotoria e cognitiva
Autore: Claudio Monopoli
Abstract: L’AD (Alzheimer's Disease) rappresenta la più diffusa forma di demenza a livello globale; si manifesta con maggiore frequenza negli over 65, prevalentemente di sesso femminile, con una durata media stimata in 10-12 anni ed una evoluzione clinica variabile nel tempo, caratterizzata dal graduale deterioramento delle funzioni cognitive (in particolare della memoria). Le scarse conoscenze disponibili, l’incertezza sulle cause scatenanti e sui fattori di rischio rende, ancora oggi, impossibile la »

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